Parigi: un terzo delle strade a 30 km/h

Da settembre, a Parigi, su un terzo delle strade si andrà massimo a 30 km/h

21 giugno 2013 - 6:40

Parigi rivoluziona la mobilità: da settembre 2013, il municipio imporrà su un terzo delle vie urbane il limite di velocità di 30 km/h, anziché l'attuale limite di 50 km/h.

SU QUALI STRADE – Il provvedimento – racconta Bicisnob – riguarda un centinaio di zone residenziali, aree con oltre 1.300 scuole e alcuni assi di scorrimento declassati dal municipio a strade di quartiere. E su 23 nuove aree a prevalenza commerciale si andrà perfino a massimo di 20 km/h, come già accade ad altre 15 strade della capitale francese. In tutto, 560 chilometri di strade dove ci sarà una velocità moderata a 30 o a 20 km/h e non più il vecchio limite di 50 orari.

IL PRIMO CITTADINO PREME – L'intervento è fortemente voluto dal sindaco Bertrand Delanoë, che mira a rendere le strade più sicure per tutti gli utenti della strada: automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. E vuole favorire un aumento degli spostamenti in bicicletta. “Non vogliamo criminalizzare gli automobilisti – spiega il responsabile trasporti di Parigi, Julien Bargeton – ma fargli capire che non sono gli unici utenti della strada e che la nostra politica di riduzione del traffico privato individuale, dal 2001 a oggi, ha permesso di ridurre del 25% l'uso dell'auto”. Adesso, infatti, nella capitale transalpina il 60% della popolazione si sposta a piedi, il 27% col trasporto pubblico, il 7% in macchina e il 4% in bici. “L'obiettivo – insiste Bargeton – è quello di favorire la convivenza di differenti tipologie di utenti della circolazione, ridurre il rumore, lottare contro lo smog, favorire la sicurezza stradale proteggendo i più vulnerabili: a 30 all'ora bastano 13 metri per fermarsi, a 50 ne servono il doppio e ovviamente aumenta il rischio di un incidente”.

COME MILANO – Qualcosa di analogo sta accadendo a Milano. Sempre che il limite di 30 km/h porti un reale beneficio in termini di incidenti, il progetto costa: per predisporre gli otto chilometri quadrati nell'Area C col nuovo limite, ai varchi verranno installate porte visibili d'accesso, le strade saranno ristrette, i marciapiedi allargati, mentre verranno inseriti percorsi pedonali segnalati con pannelli multimediali. A parte che in certe zone, causa strada dissestata o sanpietrini, si deve per forza andare piano, altre volte, per procedere a una velocità così bassa si è costretti a controllare spesso il tachimetro, distogliendo lo sguardo dalla strada. E poi, già oggi ci sono macchine che sfrecciano pericolosamente ben oltre i 50 km/h sulle strade milanesi: quasi mai vengono fermate per la multa. Chi controlla i 30 km/h?

2 commenti

Paoblog
8:20, 21 giugno 2013

Ho a cuore la sicurezza stradale e conosco le statistiche pubblicate da Siamotuttipedoni.it circa la correlazione tra “velocità & sopravvivenza” (del pedone), tuttavia il limite dei 30 kmh in città non riesco a vederlo come un vantaggio reale, perchè così come è vero che la riduzione della velocità aumenta le probabilità di sopravvivenza del pedone è anche vero che, per assurdo, aumenta la distrazione dell'automobilista.
°
A suo tempo ho fatto qualche prova sul campo ovvero nella guida di tutti i giorni. Per rispettare una velocità così bassa, di fatto si è costretti a controllare spesso il tachimetro, distogliendo lo sguardo dalla strada. Il che non è un bene. Ovviamente ipotizzando che ci siano i controlli del caso (penso ad impianti fotografici & C) . Perchè se si tratta solo di seminare cartelli in giro per la città e poi lasciare che le cose vadano come capita….
°
In seconda battuta c'è il problema legato alle emissioni inquinanti. Mi sta a cuore la sicurezza ed anche l'ambiente e faccio il possibile per ridurre il mio impatto sull'ambiente, però ci vuole anche un pò di logica. Quando uso la Toyota (diesel), giro in città in 5a, a 1000 giri ovvero sul filo dei 40-50 kmh. Per procedere a 30 kmh, la 5a me la scordo, ma anche la 4a. Ho fatto qualche prova in questi giorni, di fatto sarei costretto ad usare la 2a e la 3a e tanti saluti ai consumi.
°
Con la Smart, stesso discorso. Per andare a 50 kmh, se tengo il “piede di velluto”, con l'automatico, riesco a mantenere la 4a, ma con i 30 kmh?,
°
L'altro giorno ero fermo ad un semaforo, con fuori la freccia a sinistra. Accanto a me, sulla destra, una ragazza in bicicletta, con le cuffiette dell'Mp3 ed un bicchiere di CocaCola con cannuccia, in mano.
°
Scatta il verde e parto, iniziando la svolta a sinistra, quando la bicicletta mi passa davanti, con andatura lenta ed a zig-zag, che guidare con una mano sola e bevendo non è il massimo. Non andavo a 50 kmh. e neanche a 30 kmh. ma il rischio di contatto c'è stato ugualmente, perchè la ciclista non ha rispettato nè il Codice nè il buonsenso.
°
Secondo me il problema è tutto qui ed è ovviamente applicabile a chiunque, che abbia 2, 3 o 4 ruote o si muova a piedi. Mancano educazione e rispetto. Avessimo l'educazione civica, avremmo già risolto?
°

Fabio
16:17, 25 giugno 2013

Vogliamo parlare del fatto che molti si renderanno conto che allora tanto vale prendere la bici invece della macchina, e allora eccoti servito il risparmio di rumore, di benzina, di stress, e di soldi.

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto usate: gli italiani preferiscono ancora le diesel

Pneumatici nuovi: emettono idrocarburi per 3.000 km

Incidenti stradali in Europa: 6 mila bambini, le vittime in 10 anni