Parcheggio comunale come le strisce blu: si paga

Parcheggio comunale come le strisce blu: si paga Il parcheggio comunale a pagamento è valido proprio come quello delimitato dalle strisce blu: lo ha sancito la Cassazione

Il parcheggio comunale a pagamento è valido proprio come quello delimitato dalle strisce blu: lo ha sancito la Cassazione

13 Gennaio 2012 - 06:01

Anche se l'area di sosta a pagamento comunale non è racchiusa fra strisce blu, l'automobilista che parcheggia la propria macchina deve comunque versare il ticket, utilizzando il “gratta e sosta”. E se non adempie a quell'obbligo, la multa data dai Vigili è valida: questo l'orientamento della Cassazione, con sentenza numero 30 del 24 novembre 2011, depositata in cancelleria il 9 gennaio 2012.

PRIMO ROUND – La vicenda risale addirittura al 2003, quando un automobilista viene multato per non aver pagato un parcheggio a Caserta: non aveva esposto il “grattino”. Il sanzionato ricorre al Giudice di pace, adducendo l'assenza di strisce blu e il fatto che il versamento del ticket avrebbe dovuto essere proporzionato al tempo effettivo della sosta, e vince. Con l'annullamento del verbale, si accende la “guerra di carte bollate”: il Comune ricorre per Cassazione, che nel 2008 ribalta il verdetto. La sosta a pagamento, per gli ermellini, è comunque temporalmente limitata, e quindi il Giudice di pace deve emettere una nuova sentenza sulla base della decisione della Corte suprema. Che fa un ragionamento piuttosto articolato: «Il codice dalla strada definisce “sosta” la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente ex art. 157, comma 1, lett. c), e “parcheggio” l'area o l'infrastruttura posta fuori della carreggiata, destinata alla sosta regolamentata o non dei veicoli (art. 3, comma 1, n. 34). Il parcheggio o la sosta dei veicoli che il sindaco può vietare o limitare o subordinare al pagamento ex articolo 7, comma 1, lett. a) e 6 comma 4, lett. d) si distinguono conseguentemente tra loro solo per l'elemento topografico della sosta dei veicoli (nel primo caso, avviene in un'area esterna alla carreggiata, specificamente a ciò adibita, e nel secondo, in aree poste all'interno della carreggiata) e non anche per la durata della loro protrazione nel tempo. Ne deriva che la sosta in parcheggio, al pari di quella all'esterno di essa, rientrano entrambe nella previsione dell'articolo 157, comma 6, del Codice della strada. E qualora esse siano state subordinate al pagamento di una somma di denaro, non si sottraggono all'operatività della sanzione pecuniaria di cui al comma 15 dell'articolo 7 del Codice della strada».

COLPO DI SCENA – Questione chiusa? Manco per idea: il Giudice di pace di Caserta, nel 2010, conferma la non sanzionabilità del comportamento del guidatore. Al che, il Comune si rivolge per la seconda volta alla Cassazione, la quale è perentoria: accoglie il ricorso dell'Ente locale, cassa la sentenza, rinvia la causa al Giudice di pace di Caserta, «in persona di diverso giudicante». Questi dovrà anche fissare tutte le spese legali a carico dell'automobilista. Alla fine, per il cittadino, una sconfitta (multa confermata) e soprattutto la batosta delle spese giudiziarie: parliamo di centinaia di euro.

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