Parcheggi: partirà da Modena la guerra tra i disabili?

A Modena, botta e risposta tra un consigliere e un assessore. Motivo del contendere: un disabile che ha scambiato un parcheggio per il suo garage

15 dicembre 2011 - 9:00

Chi dispone di un permesso per il parcheggio riservato ai diversamente abili per quanto tempo può occuparlo? La domanda se l'è posta il consigliere comunale modenese Sandro Bellei dopo essersi accorto che in via Muzzioli, a ridosso del Parco Ducale Estense e a due passi dal centro cittadino, uno dei due stalli riservati è costantemente occupato da una macchina che espone il regolare constrassegno.

UN'INTERPELLANZA INUTILE – Oltre a esserselo domandato, però, il consigliere ha chiesto lumi alla Polizia Municipale che, secondo le sue parole, “ha risposto in maniera comica” di non poter intervenire, spiegando che chi ne ha diritto può inoltrare una richiesta per avere un posto auto riservato nella via. Risposta insoddisfacente, tant'è vero che il consigliere ha trasformato il quesito in una vera interpellanza al comune, chiedendo se la materia è regolata e se non sia passibile di sanzioni chi, pur essenso munito di autorizzazione, occupa quasi costantemente a suo uso esclusivo un parcheggio pubblico, anche se riservato ai diversamente abili. Il consigliere, a dire il vero, ha rigirato un po' il coltello nella piaga, poiché nella sua interpellanza ha tenuto a specificare che la risposta della Polizia non può essere ritenuta soddisfacente in quanto è evidente che se 10 persone avessero diritto al parcheggio nella stessa zona le loro richieste non potrebbero essere evidentemente tutte soddisfatte.

IL CODICE NON LO VIETA – La risposta dell'amministrazione al quesito principale non s'è fatta attendere. L'ha data l'assessore alla Polizia Municipale Antonio Marino ed è stata tanto laconica quanto precisa: “Il Comune attribuisce posti auto riservati alle persone disabili sulla base delle indicazioni dell'ufficio competente, supportate da certificazioni dell'Asl. Le norme in materia non prevedono la sosta a tempo in questi spazi per le persone munite di contrassegno, che possono quindi parcheggiare l'auto senza limiti di orario”. Marino ha poi continuato spiegando che l'art. 188 del Codice della Strada prescrive che “per la circolazione e la sosta dei veicoli al servizio delle persone invalide, gli enti proprietari della strada sono tenuti ad allestire e mantenere apposite strutture, nonché la segnaletica necessaria, per consentire ed agevolare la mobilità di esse, secondo quanto stabilito nel Regolamento” e ha dettagliato che “quando ricorrono particolari condizioni di invalidità, il sindaco può assegnare a titolo gratuito un posto individuato da apposita segnaletica indicante gli estremi del contrassegno invalidi dell'interessato”. Marino ha poi concluso sostenendo che il limite nell'assegnazione dei posti auto riservati “dipende dalle condizioni stesse delle strade rispetto alla circolazione”. Tuttavia, anche l'assessore non ha mancato di chiudere con una coda a sua volta pungente: “Non mi è piaciuto il linguaggio utilizzato da Bellei nell'interrogazione, che denigra la Polizia municipale e la funzione che le compete”.

IL PROBLEMA ESISTE – Al di là delle schermaglie tra esponenti delle opposte fazioni, va rilevato che Bellei avrebbe potuto evitare di inoltrare un'interpellenza comunale semplicemente consultando l'art. 188 del Codice della Strada, che chiarisce a sufficienza la materia e fornisce già la risposta alla sua domanda. Ovviamente le conclusioni del consigliere sono esagerate e quindi sbagliate, ma il problema da lui sollevato rimane. Gli stalli pubblici per disabili sono riservati a chiunque ne abbia diritto, e non al singolo. Però siamo certi che in ogni città d'Italia ci sia qualche “avente diritto” che, per non dover subire il fastidio di chiedere all'amministrazione un'area riservata sotto casa, pretende di occupare quella non riservata solo a lui e che casualmente è stato collocato in un'area “comoda”, magari perché vicina alla sua abitazione. Questo, ovviamente, no, non va proprio bene. Però, lo stesso discorso vale allora per qualsiasi parcheggio, sia riservato ai diversamente abili, sia delimitato dalle strisce bianche e quindi senza limitazioni. Chi lo occupa per primo, ha diritto di restarci finché vuole. Rispetto e coscienza civile a parte, che dovrebbero essere prerogative di qualsiasi utente della strada, diversamente abile o meno.

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