Palermo, un semaforo umano per chiedere un semaforo vero

La protesta perché l'amministrazione comunale non riesce a trovare i soldi per installare un semaforo pedonale

13 febbraio 2013 - 7:00

Il semaforo umano, fatto da persone in carne e ossa (come si vede dalla foto), si materializza a Palermo lunedì 11, con un obiettivo preciso: protestare contro il Comune, che non installa un impianto vero.

UN VERO E PROPRIO SIT-IN – “Visto che l'amministrazione comunale non riesce a trovare i soldi per installare un semaforo pedonale – spiega Luca Reina, consigliere della IV Circoscrizione di 'Ora Palermo' e promotore dell'iniziativa -, con un gruppo di studenti e abitanti del quartiere diamo vita a un particolare sit-in di protesta:  diventiamo noi i semafori umani, fermando le auto e aiutando i pedoni ad attraversare”. Il problema è che, nonostante la mozione votata all'unanimità dall'intero consiglio della quarta circoscrizione, la raccolta di più di duecento firme da parte degli studenti, il decesso di alcuni pedoni negli ultimi anni a causa di incidenti per la velocità sostenuta delle auto, l'amministrazione continua a non dare una risposta. L'obiettivo dell'iniziativa  è quello di sensibilizzare i cittadini e l'amministrazione sull'utilità di un semaforo in quel tratto di strada.E così, ecco il sit-in di protesta, in via Ernesto Basile, a Palermo, davanti a uno dei cancelli dell'Università degli studi, all'altezza delle facoltà di Biologia, Chimica, Lettere e Scienze della formazione.

MANCANO I SOLDI – È vero che la mozione per l'installazione del semaforo era stata presentata oltre due mesi fa dai consiglieri Luca Reina e Roberto Mancuso e approvata all'unanimità dal consiglio di circoscrizione. Però i delegati dell'amministrazione, intervenuti a una seduta, avevano affermato che non c'erano i fondi necessari per l'installazione di un semaforo a chiamata pedonale in via Ernesto Basile.

STRADE COLABRODO – Intanto, come evidenzia repubblica, le strade di Palermo sono ridotte a un gruviera: asfalto dissestato, tombini sprofondati, marciapiedi in pezzi. L'Amia (acronimo di Azienda municipalizzata igiene ambientale) annuncia il potenziamento del servizio Manutenzioni e strade, almeno per il periodo invernale, quando le emergenze dovute alle forti piogge sono più numerose. “Abbiamo mandato in strada altre tre squadre – dice il direttore di Amia Nicola Gervasi – formate da  quindici operai, che si aggiungono alle risorse già in campo, per oltre cento addetti”. Certo che, prima ancora di installare gli autovelox, sarebbe bene che il Comune pensasse a installare i semafori agli incroci pericolosi, e a migliorare la qualità delle strade.

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