Palermo-Sciacca: la strada della morte e il silenzio dei politici

Polemiche attorno alla Palermo-Sciacca in seguito ai recenti sinistri gravissimi

26 settembre 2013 - 7:30

La Palermo-Sciacca finisce ancora al centro delle polemiche: anche di recente, è stata teatro di incidenti gravissimi.

ARTERIA DI 83 CHILOMETRI – Parliamo della strada statale 624 Palermo-Sciacca (SS 624), un'arteria lunga 83 chilometri che ha inizio nel centro abitato di Palermo, in uscita da via Ernesto Basile, e finisce confluendo nella Statale 115 Sud Occidentale Sicula. Qui, il bilancio del sinistro più recente è di due morti e cinque feriti, per uno scontro nei pressi del bivio per Giacalone. Caterina Fricano, bagherese di 51 anni, è rimasta uccisa sul colpo nel frontale tra l'auto che guidava, un'Opel Corsa, e una Nissan Micra. Poche ore dopo, al pronto soccorso dell'ospedale Civico, è morta Maria Mineo Trupia, 77 anni, anche lei di Bagheria, che viaggiava sulla stessa utilitaria guidata da Caterina Fricano. Le indagini dei Carabinieri di Pioppo sono ancora alle prime battute. L'impatto è avvenuto all'altezza del chilometro 14, in direzione di Palermo. I cinque feriti, in condizioni non particolarmente gravi, si trovano ricoverati all'ospedale Civico e Policlinico.

UNA LETTERA AL PREFETTO – A gettare petrolio sul fuoco è Mario Caputo, consigliere comunale del Pdl-Forza Italia: “Stupisce il silenzio delle istituzioni del nostro comprensorio a seguito dell'ennesima strage che si è consumata all'altezza dello svincolo per Giacalone, nel tratto di strada che invece della Palermo-Sciacca è stata ribattezzata la strada della morte”. Lo stesso Caputo ha chiesto ai sindaci di Monreale, Altofonte, San Giuseppe Jato e San Cipirello di convocare un tavolo tecnico straordinario con Anas, Polizia stradale, Carabinieri e Prefettura per fermare la strage: urgono nterventi straordinari per realizzare opere infrastrutturali finalizzati a garantire la sicurezza in un tratto stradale che negli ultimi anni ha registrato numerosi decessi.

QUALI PROVVEDIMENTI? – “Attendevo dal sindaco di Monreale e dai sindaci del comprensorio un segnale di reazione e di organizzazione”, denuncia Caputo che evidenzia “i lavori in corso, la insufficiente illuminazione e il transennamento di porzioni di corsia: questa strada è diventata pericolosissima, specialmente di sera. Mancano controlli e sistemi moderni per limitare la velocità e il rischio di incidenti. L'Anas – ha concluso Mario Caputo – non può limitarsi ad apporre segnaletica e affermare che tutto è a posto. Bisogna dotare la strada di opere infrastrutturali e di moderni sistemi di illuminazione. Mi auguro che questo mio intervento e gli ultimi decessi possano riportare nella agenda dei sindaci il tema della sicurezza stradale”. Una denuncia condivisibile, che fa il paio con quella riguardante il recente sinistro di Crocetta, col casello autostradale non segnalato.

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