Palermo, parcheggi riservati ai Taxi? C'è chi preferisce le strisce

Guardate la foto giunta in redazione: a Palermo un tassista furbetto parcheggia sulle strisce pedonali ma ha i posti riservati liberi

1 novembre 2012 - 16:50

Nonostante avesse un parcheggio riservato a taxi tutto libero alla sua destra, un tassista di Palermo preferisce sostare sulle strisce. La cosa assurda, segnalata da un lettore, è che il tassista era in auto. Quindi non ci sono scuse. Ben due posti liberi sulla destra ma per lui le strisce pedonali sono più comode. E nel frattempo la gente è costretta a fare lo slalom tra le auto.

ALL'INCROCIO – Ci troviamo nel posteggio taxi tra via Roma e piazza Borsa, e il tassista preferisce sostare in modo irregolare sulle strisce anziché occupare i posti liberi, regolari, creati dal Comune proprio per venire incontro alle legittime esigenze lavorative dei tassisti, e per favorire i cittadini che necessitano di sapere subito dove trovare un taxi. Ma perché il tassista la piazza sulle strisce? Forse perché, al momento del suo arrivo al parcheggio, non ha trovato posto neppure per uno spillo? Scusa poco plausibile. La risposta è semplice: così, una volta che vorrà rimettersi in circolazione in città, può subito imboccare via Roma, e non sarà costretto ad andare in piazza Borsa effettuando il giro dell'isolato.

ASSURDO – Il tassista parcheggia sulle strisce pedonali per non circumnavigare un palazzo, ossia per evitare un'operazione di pochi secondi. In questo modo, oltre a violare palesemente il Codice della strada, intralcia il passaggio dei pedoni (e magari dei disabili in carrozzella), creando una situazione di pericolo per la sicurezza stradale. Un altro modo per trasformare una città come Palermo (la più trafficata d'Europa secondo un recente studio) in una giungla: se tutti ragionassero come quel tassista, Palermo (già sommersa di problemi) diverrebbe ancor più invivibile sotto il profilo della circolazione stradale. Chissà se poi il tassista l'ha fatta franca, oppure se un Vigile gli ha appioppato una multa: ne dubitiamo.

IL PARADOSSO – Per di più, i tassisti di Palermo portano avanti da tempo una battaglia contro il Comune, lamentandosi della carenza di posti riservati per i taxi: già, ma quando l'amministrazione provvede a creare una zona riservata su misura, c'è qualche “mela marcia” (è ingiusto generalizzare) che se ne infischia, sostando a casaccio, guardando solo ai proprio comodi. Un comportamento che fa cadere le braccia. Se poi ci mettiamo che la situazione dei taxi in Italia non è delle più rossee (vedi indagine europea sui taxi di 22 città), forse ci vorrebbe maggiore rispetto, per clienti e cittadini, da parte di chi impegna tutti i giorni le nostre strade.

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