Palermo: lo scandalo dei distributori di benzina incompatibili

Sono 19 le pompe fuori legge perché incompatibili con il traffico, il Codice della strada o la destinazione urbanistica

21 gennaio 2013 - 6:00

Addirittura 19 pompe di benzina a Palermo dovranno chiudere al più presto, mentre per altre due scatterà l'intervento dei Vigili urbani. Una pessima figura per l'amministrazione siciliana.

COSA È SUCCESSO – Le pompe di benzina in questione sono collocate in diversi punti del capoluogo, specie nel centro città: via Lincoln, piazza Indipendenza, Foro Umberto Primo, corso Tukory, Tommaso Natale e Pallavicino. E sono in genere impianti che, in base a un regolamento comunale degli anni Novanta, sono stati classificati come di “tipo 1”: oggi, risultano fuori legge perché incompatibili con il traffico, il Codice della strada o la destinazione urbanistica. Il fatto è che, col Decreto Monti, giustamente severo, tutti queste pompe sono diventate fuori legge. Anzi, il Decreto riguardava tutti quegli impianti non dotati del self service, ma la Regione Sicilia, lo scorso 25 ottobre, non lo ha recepito integralmente; alla fine, chiuderanno solo quelli che creano intralcio al traffico perché, per esempio, hanno le colonnine posizionate sul marciapiede. Certo, lascia perplessi il fatto che, finora, i distributori siano rimasti aperti, nonostante, a quanto pare, fossero d'intralcio, e sostanzialmente danneggiassero la sicurezza stradale. Era davvero necessario un Decreto del Governo per arrivare alla chiusura? Non bastava provvedere, con calma, per tempo, senza essere poi costretti a fare tutto in sordina? In ogni caso, a Palermo come in qualsiasi altra città, l'auspicio è che la legge venga fatta valere per tutti, a favore della sicurezza stradale: venditori ambulanti, extracomunitari che invadono i marciapiede, camion che vendono frutta e verdura per strada, auto in terza e quarta fila per fare acquisti. È giusto che i distributori chiudano, ma i problemi nelle città sono numerosi.

UN MESE – La chiusura dovrà avvenire in un mese: i distributori possono presentare le proprie deduzioni che, se non accolte, saranno seguite dalla revoca della concessione di suolo pubblico. “L'amministrazione non ha margini di manovra – spiega il consigliere Idv Pierpaolo La Commare, componente della commissione Urbanistica -. Se non quello di verificare se, nel tempo, è cambiato qualcosa che faccia venire meno l'incompatibilità. Abbiamo incontrato più volte i gestori e le Compagnie per comunicare lo stato delle cose. L'amministrazione, almeno, ha affrontato la questione dei carburanti dopo anni di inazione. L'attenzione è grande per tutte quelle situazioni che possono essere declassificate rispetto all'attuale condizione di incompatibilità”. Invece, due pompe di benzina in corso dei Mille, nei pressi della Stazione centrale, dovranno chiudere perché interessate dai lavori del tram. Altre tre, nella stessa situazione, hanno già abbassato la saracinesca. Per questi trasferimenti coatti, comunque, Palazzo delle Aquile ha già individuato delle aree alternative a San Lorenzo e Villagrazia che i gestori dovranno decidere se accettare o meno. A questi spetterà un indennizzo previsto per legge e costituito da un apposito fondo nazionale finanziato con le accise sui carburanti.

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