Pagliacciata di Renzi: PRA, terza retromarcia

Sparisce dal disegno legge stabilità l'eliminazione del Pubblico registro automobilistico

27 ottobre 2014 - 11:00

Forse tre indizi non fanno una prova, ma la cancellazione del Pubblico registro automobilistico (gestito dall'Automobile club d'Italia) che salta per la terza volta nel giro di pochi mesi, nonostante i ripetuti annunci del premier Renzi, lasciano perplessi, e fanno pensare a spinte dei poteri forti in Parlamento affinché la norma non venga mai introdotta. L'eliminazione del PRA, inizialmente prevista dal disegno legge stabilità 2015, non c'è più, ed è la terza volta che salta. Cominciamo dall'inizio: nel dicembre 2013 (disegno legge di stabilità 2014, Governo Letta), si dice che sono adottate misure di razionalizzazione e di revisione della spesa, di ridimensionamento delle strutture, di riduzione delle spese per beni e servizi, nonché di ottimizzazione dell'uso degli immobili tali da assicurare, anche nel bilancio di previsione, una riduzione della spesa delle pubbliche amministrazioni. Nell'ambito del ridimensionamento, nonché al fine di conseguire un risparmio di spesa a carico dell'amministrazione e degli utenti, su proposta del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono adottate misure volte all'unificazione, in un unico archivio telematico nazionale, dei dati concernenti la proprietà e le caratteristiche tecniche dei veicoli attualmente inseriti nel Pubblico registro automobilistico e nell'archivio nazionale dei veicoli. Ma alla fine, la norma sparisce dal disegno legge.

SECONDA PUNTATA – Poi ecco la bozza del decreto spending review del Governo Renzi: addio al PRA. Niente: rinvio a data da destinarsi: è questo il mesto epilogo della riforma automobilistica che doveva, nelle intenzioni e nei proclami dei nostri politici, essere attuata nel breve. Quindi, nulla di fatto per la carta unica del veicolo in cui dovrebbero essere inseriti sia i dati tecnici che identificano il mezzo sia quelli sulla proprietà,grazie all'accorpamento delle due banche dati Automobile club d'Italia-Pubblico registro automobilistico e Motorizzazione civile.

TERZA PUNTATA – Prima della terza e più recente puntata della telenovela PRA, va segnalata, nel settembre 2014, l'indagine conoscitiva per l'istruttoria legislativa nell'ambito dell'esame in sede referente del disegno di legge in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. Emerge che gli uffici provinciali del PRA rilasciano il certificato di proprietà su cui si annotano gli stessi dati già presenti nella carta di circolazione oltre all'esistenza di eventuali gravami, al costo di 27 euro per gran parte delle formalità (tariffa pubblica oggetto, nel marzo 2013, di un inaspettato aumento del 30% circa, visto che non erano aumentati i costi del servizio come dimostratosi di recente con la pubblicazione dei dati di bilancio ACI) che confluiscono esclusivamente nelle casse di ACI (oltre 215 milioni di euro nel 2013, malgrado il mercato sia ai minimi storici), di cui sono ben note le variegate attività (tutte di natura privatistica, escluso il PRA ovviamente) e le cui difficoltà sono state ripetutamente rilevate dalla Corte dei conti (irregolarità, disavanzi consistenti, iniziative finanziarie ad alto rischio, generiche azioni di salvataggio e di ripianamento a favore di società di capitali partecipate con perdite persistenti) oltre che da numerose inchieste giornalistiche e, purtroppo, spesso anche di natura giudiziaria. Anche in base a questi dati, il Governo Renzi inserisce nel disegno legge stabilità 2015 l'abolizione del PRA. Il terzo flop in pochi mesi. Evidentemente, ci sono diverse anime all'interno della stessa maggioranza, che la pensano diversamente in materia di archivio unico nazionale. Ma annunciare di continuo l'accorpamento PRA (ACI)-Motorizzazione non depone a favore del Governo Renzi: è una pagliacciata, sintomo della “annuncite”, malattia di cui questo Esecutivo è affetto dalla nascita.

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