Padova – Strada dei vivai-killer: manca il collaudo

Tutte nello stesso tratto di guardrail, a nemmeno dieci metri di distanza, all'uscita per Sant'Angelo di Piove considerato lo «svincolo della morte». Un fascicolo è stato depositato in tribunale...

14 aprile 2010 - 21:52

La segnaletica non fu verificata per il fallimento della ditta costruttrice

La «superstrada dei vivai » finisce in procura perché, a un anno dall'inaugurazione, conta già tre vite spezzate in incidenti stradali.

Tutte nello stesso tratto di guardrail, a nemmeno dieci metri di distanza, all'uscita per Sant'Angelo di Piove considerato lo «svincolo della morte». Un fascicolo è stato depositato in tribunale con allegate lettere di automobilisti imbufaliti e le richieste dei Comuni coinvolti, Sant'Angelo appunto e Piove. Perché, nel tratto che scende da un dosso e sale subito nel cavalcavia, la segnaletica orizzontale, a terra, delle corsie può trarre in inganno chi guida, inducendolo a invadere la carreggiata opposta. Accade soprattutto di notte perché non c'è l'illuminazione che sarebbe prevista dalle normative.

E le strisce gialle del cantiere, servito per preparare il nuovo svincolo di Sant'Angelo, non sono ancora state cancellate definitivamente. In più ora si scopre che manca all'appello il collaudo tecnico della «strada dei vivai» quello che, appunto, definisce se la segnaletica è adeguata o meno. Non risulta concluso agli uffici comunali. E sarebbe rimasto incompiuto per il fallimento della società che aveva ottenuto l'appalto dall'Anas per operare sulla strada.

L'arteria, nel nuovo tratto di 5,6 chilometri da Sant'Angelo a Piove di Sacco, è stata conclusa e inaugurata nell'aprile dello scorso anno. Allo «svincolo della morte» la settimana scorsa sono intervenuti gli addetti dell'Anas per iniziare a cancellare la segnaletica gialla, inutile, che disorienta gli automobilisti. In quel punto esatto sono morti carbonizzati dalle fiamme Luigi De Agostini e Marco Birolo. Due amici che avevano 25 e 23 anni e che si sono schiantati in auto contro una Bmw. Avevano invaso la corsia di marcia proprio dopo il dosso, provenendo da Padova, da cui si scende per imboccare le uscite dello svincolo o per proseguire in direzione della «Romea».

L'incidente avvenuto tra i due veicoli sembra, dalle prime ricostruzioni, che sia stato provocato dalla velocità sostenuta, come accertato dai carabinieri di Piove di Sacco intervenuti sul luogo dello schianto. Una concausa è da ritenere però la segnaletica stradale sovrapposta. Lo scrive anche un ingegnere civile dei trasporti, Silvano Trombetta di Piove di Sacco. La sua lettera è stata inserita nel fascicolo diretto in procura. «Percorrendo la strada dei vivai, nell'ultimo tratto, ho constatato la grande pericolosità dello svincolo per Bojon e Sant'Angelo – scrive l'ingegnere – Per chi proviene da Saonara e va verso Piove, la strada, dopo un'iniziale salita, presenta un improvviso avvallamento in corrispondenza dell'uscita e un altrettanto improvvisa curva verso destra: l'automobilista si trova disorientato. E pensando che la strada prosegua in linea retta è portato a invadere la corsia opposta ». In quel tratto, nel settembre scorso era morto Thomas Fiorin, 19 anni, sbalzato fuori dal finestrino della Porsche 928 S di un amico che l'aveva sottratta al nonno.

fonte – corrieredelveneto.corriere.it

 

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