Oristano: Ecopneus eliminerà 3mila tonnellate di pneumatici fuori uso

Il materiale verrà eliminato utilizzando il 30% dell'avanzo di gestione della società che si occupa di individuare e riciclare i PFU

8 giugno 2012 - 18:00

Nella zona industriale che si trova a sud di Oristano nei pressi dello stagno di Santa Giusta giacciono, abbandonate da anni, circa 3mila tonnellate di pneumatici fuori uso (PFU) che costituiscono una minaccia per la salute poiché rappresentano un comodo habitat per gli insetti nocivi. Inoltre, è elevato il rischio di incendi originati dalle grandi quantità di gomma deteriorata presente nel sito. Gli pneumatici si trovano lì a seguito del fallimento della società che li ha raccolti e che avrebbe dovuto smaltirli.

FINE DELLA DISCARICA – Nel corso del convegno “Il valore del Riciclo, oltre ciò che si vede” organizzato a Roma da Ecopneus (la società senza scopo di lucro creata da alcuni grandi produttori di pneumatici che ha la sua ragion d'essere nel rintracciare, raccogliere e smaltire i PFU), il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha annunciato che si porrà fine alla pericolosa situazione di Oristano che, tra l'altro, affligge un'area naturale protetta come quella del terzo stagno della Sardegna per dimensioni. La grande quantità di pneumatici abbandonati nell'area di Santa Giusta verrà ritirata da Ecopneus grazie al denaro reperito dall'avanzo di gestione della società, perfettamente in linea con i suoi orientamenti che prevedono che il 30% di tali risorse debba essere investito ogni anno per attività di prelievo di PFU dagli stock storici esistenti in Italia. Le operazioni a Oristano avranno inizio il prossimo 15 giugno e dureranno circa due mesi. Date le condizioni di parziale disgregazione delle gomme, la maggior parte del materiale rimosso sarà avviato verso i cementifici e utilizzato come combustibile, mentre una frazione di esso potrà essere valorizzata come materiale utile ad altri usi.

IL PROTOCOLLO D'INTESA – Durante il convegno di Roma è stato anche annunciata la firma di un protocollo d'intesa tra Ecopneus e l'Agenzia delle Dogane per contrastare il fenomeno del traffico di pneumatici usati, formalmente dichiarati tali, ma che invece costituiscono quasi sempre materiale di rifiuto soggetto a normative diverse e ben precise. L'Italia costituisce sia destinazione finale, sia luogo di transito di queste attività, del tutto illecite sotto l'aspetto fiscale e anche ambientale. In base all'accordo, Ecopneus metterà a disposizione dell'Agenzia il dati contenuti nel proprio sistema informatico utili alla tracciabilità dei flussi di PFU nel nostro Paese e fornirà consulenza tecnica anche sotto forma di perizie e analisi di laboratorio.

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