Omicidio stradale nel Codice della strada: e se rallentasse tutto?

Via libera della commissione Trasporti della Camera all'istituzione del reato di omicidio stradale

21 luglio 2014 - 10:00

Passo avanti verso l'introduzione del nuovo reato di omicidio stradale, che verrà inserito nel Codice della strada: c'è il via libera della commissione Trasporti della Camera, che ha approvato uno specifico emendamento all'interno del disegno di legge per la riforma del Codice della strada. L'annuncio è stato tre giorni fa dal viceministro dei Trasporti Nencini. “È una giornata importante, la aspettavo da tempo. Per la prima volta un passo in avanti per sancire la presenza del reato di omicidio stradale nel Codice. La commissione ha fatto un buon lavoro e ha risposto subito alle esigenze di velocità del Governo. Ringrazio il presidente Meta e il relatore Gandolfi”.

IL MINISTERO HA FRETTA – “Non c'è più tempo da perdere. Ci sono questioni urgenti che non possono essere rimandate. Questioni che stanno nel cuore degli italiani e di quelle famiglie che hanno perso un parente a causa di persone che si sono messe alla guida violando le norme del codice della strada. Abbiamo previsto l'ergastolo della patente. Non guidi più”, ha spiegato Nencini. Quindi, pene più dure per chi causa gravi incidenti sotto l'effetto di alcol o sostanze stupefacenti: oggi, è previsto l'omicidio colposo (per imprudenza) nei casi di sinistri mortali; un domani, con l'omicidio stradale, ci ssrebbe una specie di omicidio doloso (“volontario”), con pene molto più severe. Più il ritiro della licenza di guida a vita: l'ergastolo della patente. Attualmente, infatti, se un ubriaco causa un incidente mortale in auto, si applica l'articolo 589 del Codice penale, collegato al Codice della strada: scatta l'omicidio colposo (dovuto a imperizia, imprudenza): le pene vanno da 2 a 10 anni di carcere. Il nuovo reato di omicidio stradale si avvicina a quello doloso, commesso volontariamente: da 8 a 18 anni per chi causa gravi incidenti in stato alterato da droghe o alcol, l'arresto in flagranza di reato, e il ritiro definitivo della patente (“ergastolo della licenza di guida”). Va anche detto che sono numerosi i disegni legge sull'omicidio stradale, ormai accavallatisi. Il più recente parla di omicidio stradale anche per i pirati della strada, per chi causa sinistri mortali o con gravi lesioni fisiche in seguito a una gravissima infrazione stradale (notevole superamento dei limiti di velocità, mancato rispetto di una precedenza).

NUMERI DRAMMATICI – Una fretta, quella del ministero, che deriva dai numeri drammativi: nel 2013, sono state 114 le persone morte sulle strade per la guida spericolata dei pirati della strada, con 973 episodi e 1.168 feriti (dati Asaps, Amici Polstrada). E solo il 55,8% dei pirati è stato acciuffato. Una situazione che sta peggiorando, visto che nel 2012 la percentuale dei pirati identificati era più alta, attorno al 59,7%. Sul totale delle inchieste, 543 hanno portato all'identificazione del responsabile, arrestato in 146 occasioni (26,9%) e denunciato in 397.

RISCHIO EFFETTO BOOMERANG – Sul blog Strade sicure, però, Maurizio Caprino frena gli entusiasmi: questa novità potrebbe essere un colpo di mano che rischia di rallentare il percorso del disegno legge di riforma del Codice della strada. Un colpo di mano, spiega Caprino, voluto dal premier Renzi: sin da quando era sindaco ha visto nell'omicidio stradale un modo per guadagnare consenso e lo ha dimostrato citando l'argomento nel suo primo discorso da presidente del Consiglio in Parlamento. Adesso il testo dovrà passare il vaglio dei pareri delle altre commissioni, tra cui quella di Giustizia. “Che avrà buon gioco a far valere la sua contrarietà: le basterà far notare che l'omicidio stradale è un reato, quindi una cosa che – se proprio la si volesse introdurre – bisognerebbe inquadrarla nel Codice penale e non nel Codice della strada”. S'innescherebbe così una diatriba che come minimo rallenterà l'iter della disegno legge. Altro che fretta del ministero, e norme approvate velocemente.

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