Omicidio stradale: l'ennesima promessa di Renzi

Il premier riferendosi a chi causa incidenti in stato d'ebbrezza: "Il tempo dell'impunità è finito"

11 dicembre 2014 - 9:00

Renzi torna in campo contro chi prova gravi sinistri sotto l'effetto di alcol o droghe. “Il tempo dell'impunità è finito. L'omicidio stradale e l'ergastolo della patente sono interventi che il Parlamento ha iniziato ad affrontare e saranno introdotti nel 2015”. Lo ha annuncia il presidente del Consiglio in un video alla famiglia di Lorenzo Guarnieri, morto a Firenze, a 17 anni, in un incidente causato da un guidatore ubriaco e drogato. Se l'iter parlamentare si blocca, assicura, interverrà il Governo. “È fondamentale – ha detto – che sia chiaro che sull'omicidio stradale, sull'ergastolo della patente, sul senso di lotta contro l'ingiustizia sulla strada che porta una persona sotto effetto di stupefacenti a falciare e uccidere un ragazzo di 17 anni, il tempo dell'impunità è finito. Vi garantisco che il 2015 sarà l'anno in cui le cose avranno finalmente compimento dal punto di vista normativo”.

ERGASTOLO DELLA PATENTE – Renzi si riferisce al disegno legge di riforma del Codice della strada, in discussione al Parlamento. E in particolare all'ergastolo della patente, ossia al ritiro a vita della licenza di guida. Oggi, se un ubriaco causa un incidente mortale in auto, si applica l'articolo 589 del Codice penale, collegato al Codice della strada: scatta l'omicidio colposo (dovuto a imperizia, imprudenza). Le pene vanno da 2 a 10 anni di carcere. Il ritiro definitivo della patente (ergastolo della licenza di guida) sarebbe la vera forte novità del Codice della strada. Servirà? Va evidenziato che, in passato, numerose persone sono state fermate dalle forze dell'ordine che hanno scoperto come i conducenti si ponessero al volante nonostante non potessero farlo, perché avevano subìto in passato la sospensione della patente.

OMICIDIO STRADALE – Dopodiché, con la riforma del Codice penale, potrebbe arrivare il reato di omicidio stradale: si avvicina a quello doloso, commesso volontariamente. Ossia da 8 a 18 anni per chi causa gravi incidenti in stato alterato da droghe o alcol, e l'arresto in flagranza di reato. Del nuovo reato di omicidio stradale si parla dal 2010: per introdurlo, non stati sufficienti diversi disegni di legge presentati in parallelo in Parlamento. E già in passato Renzi ha più volte promesso l'introduzione di questo reato: alle parole non sono mai seguiti i fatti. In base all'attuale Codice della strada (collegato al Codice penale), nel caso di incidente mortale o con gravi lesioni fisiche provocato da un guidatore in pesante stato d'ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti, è previsto il reato di omicidio colposo, cioè dovuto a imperizia, imprudenza, negligenza. Le pene per chi commette quel tipo di reato, secondo chi vuole sanzioni più dure, non rappresentano un deterrente efficace; prova ne siano anche i recenti sinistri per guida in stato alterato (pur ricordando che un incidente ha spesso più di una causa e le infrastrutture spesso non aiutano/perdonano). Con il nuovo reato di omicidio stradale, si creerebbe un reato di omicidio quasi volontario: anzitutto, la reclusione prevista sarebbe molto più estesa.

DIVERSI DISEGNI LEGGE – Ricordiamo che sono numerosi i disegni legge sull'omicidio stradale (o sull'aggravamento dell'omicidio colposo). L'11 marzo al Senato è stato presentato uno dei più recenti disegni di legge sull'omicidio stradale. Introduce, nel Codice penale, l'articolo 577-bis. Qui c'è una figura autonoma e specifica di reato di omicidio, ossia l'omicidio stradale, caratterizzata da untrattamento sanzionatorio intermedio tra quello previsto per l'omicidio colposo e quello previsto per l'omicidio volontario. Questo omicidio stradale è configurabile per chiunque cagioni la morte di una persona, ponendosi alla guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica da assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Scatta anche in caso di sinistro mortale dovuto a un'infrazione gravissima come una velocità superiore al doppio del limite prescritto. Allo stesso modo, c'è l'omicidio stradale per chi si sia dato alla fuga dopo l'incidente: il pirata della strada.

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