Nuovo Codice della strada: una riforma già zoppa?

Il Governo pensa a riformare il Codice della strada. Ma non ci sono novità per i guardrail e le sanzioni a carico dei gestori di strade pericolose

6 luglio 2012 - 9:50

Semplificare il Codice della strada, inasprire le pene per le infrazioni più gravi, migliorare la segnaletica: è la missione del Governo, che ha avuto la delega dal Parlamento. Però non tutto quadra, come fa notare la F.In.Co. (Federazione nazionale di settore di Confindustria che rappresenta le industrie dei prodotti-impianti-servizi e opere specializzate per le costruzioni).

GUARDRAIL – “Per quanto riguarda le materie da delegificare – scrive la F.In.Co. a Mario Valducci (presidente della commissione Trasporti ) – troviamo, fra le dotazioni di sicurezza, solo la segnaletica: riterremmo utile, invece, fare riferimento in generale alle dotazioni di sicurezza della strada, soffermandosi in particolare su entrambe le principali 'protagoniste' di quest'ultima e quindi certamente sulla segnaletica, ma anche sulle barriere, specie del tipo guardrail”. Il punto è che “la rete di contenimento, come peraltro quella della segnaletica, risulta obsoleta giuridicamente, tecnologicamente e per usura è tale da creare incidenti gravi (caduta di mezzi da viadotti, scavalcamento di corsie ecc.)”. Manca quindi un adeguato contenimento, e il terrificante sinistro di Parma di pochi giorni fa ne è la prova.

SANZIONI – Non è tutto. La F.In.Co., per quanto riguarda le sanzioni nel piano di riordino, non rinviene “la volontà di estenderle anche all'Ente proprietario e/o gestore della strada nei casi di patente 'malagestio', che provocano pericolosità tendenziale ed attestata dalla incidentalità di alcune tratte. Non si comprende, infatti, come mai le sanzioni debbano riguardare solo i comportamenti di guida e non anche la tenuta delle strade”. Attenzione all'affondo: “In ogni caso, al di là delle sanzioni che a nostro giudizio occorre siano previste a carico dell'ente gestore della strada pericolosa, si dovrebbe anche esaminare con un approfondimento procedurale, un iter di sussidiarietà che dovrebbe essere avviato 'a carico' di tale ente gestore in caso di reiterata assenza di cura delle tratte amministrate”. Come dare torto alla F.In.Co.? Tutti in egual modo devono contribuire alla sicurezza stradale, automobilisti, Comuni, concessionarie autostradali, e società che danno in appalto gli autovelox. Non vorremmo che la riforma del Codice della strada, appena avviata, fosse già zoppa.

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