Nuovo Codice della strada: ergastolo della patente

Sì della Camera all'ergastolo della patente contro la guida in stato d'ebbrezza

14 ottobre 2014 - 9:00

Giro di vite contro la guida in stato d'ebbrezza. Come ricorda poliziamunicipale.it, arriverà l'ergastolo della patente (ritiro definitivo della licenza di guida) per i conducenti più trasgressivi. E per il reato di omicidio stradale? Si dovrà attendere una modifica del Codice penale. Sono queste le linee guida del disegno di legge delega di riforma stradale C 731-1588-A approvato di fatto il 9 ottobre 2014 dalla Camera e che ora passerà al Senato per il via libera definitivo. Il disegno di legge punta a una completa rivisitazione delle norme stradali, entro 12 mesi, partendo dalla revisione della disciplina sanzionatoria, con una graduazione delle sanzioni in funzione della gravità della condotta e del mezzo utilizzato. Ma sarà anche possibile limitare ulteriormente la velocità negli ambiti urbani a solo 30 km/h se le condizioni del traffico e strutturali lo richiederanno.

QUALE DIFFERENZA – Oggi, se un ubriaco causa un incidente mortale in auto, si applica l'articolo 589 del Codice penale, collegato al Codice della strada: scatta l'omicidio colposo (dovuto a imperizia, imprudenza): le pene vanno da 2 a 10 anni di carcere. Tutto resterebbe così, in futuro: il ritiro definitivo della patente (ergastolo della licenza di guida) sarebbe la vera forte novità del Codice della strada. Cui magari verrà aggiunto l'omicidio stradale. È lecito domandarsi se una norma del genere serva a qualcosa: in passato, numerose persone sono state fermate dalle forze dell'ordine che hanno scoperto come i conducenti si ponessero al volante nonostante non potessero farlo, perché avevano subìto in passato la sospensione della patente. Altri guidatori, addirittura, non avevano mai mai conseguito la patente. Probabilmente, con pochi controlli sulle strade, l'ergastolo della patente sarebbe poco utile. Casomai, andrebbe prevista una pena elevatissima (una sanzione in euro) per eventuali recidivi.

IL SECONDO PASSO – Dopodiché, con la riforma del Codice penale, potrebbe arrivare il reato di omicidio stradale: si avvicina a quello doloso, commesso volontariamente: da 8 a 18 anni per chi causa gravi incidenti in stato alterato da droghe o alcol, l'arresto in flagranza di reato. Del nuovo reato di omicidio stradale si parla dal 2010: per introdurlo, non stati sufficienti diversi disegni di legge presentati in parallelo in Parlamento. In base all'attuale Codice della strada (collegato al Codice penale), nel caso di incidente mortale o con gravi lesioni fisiche provocato da un guidatore in pesante stato d'ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti, è previsto il reato di omicidio colposo, cioè dovuto a imperizia, imprudenza, negligenza. Le pene per chi commette quel tipo di reato, secondo chi vuole sanzioni più dure, non rappresentano un deterrente efficace; prova ne siano anche i recenti sinistri per guida in stato alterato (pur ricordando che un incidente ha spesso più di una causa e le infrastrutture spesso non aiutano/perdonano). Con il nuovo reato di omicidio stradale, si creerebbe un reato di omicidio quasi volontario: anzitutto, la reclusione prevista sarebbe molto più estesa. Comunque, i disegni legge sull'omicidio stradale o sull'aggravamento dell'omicidio colposo si sprecano. L'11 marzo al Senato è stato presentato uno dei più recenti disegni di legge sull'omicidio stradale. Introduce, nel Codice penale, l'articolo 577-bis. Qui c'è una figura autonoma e specifica di reato di omicidio, ossia l'omicidio stradale, caratterizzata da untrattamento sanzionatorio intermedio tra quello previsto per l'omicidio colposo e quello previsto per l'omicidio volontario. Questo omicidio stradale è configurabile per chiunque cagioni la morte di una persona, ponendosi alla guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica da assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Ma non solo. Scatta anche in caso di sinistro mortale dovuto a un'infrazione gravissima come una velocità superiore al doppio del limite prescritto. Allo stesso modo, c'è l'omicidio stradale per chi si sia dato alla fuga dopo l'incidente: il pirata della strada.

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