Nuova Panda rimandata al 2012. L'analisi sui motivi della scelta

Decisione difficile, quella di posticipare la presentazione della nuova utilitaria al 2012, presa da Marchionne con motivazioni un po' singolari. E se invece quelle vere fossero altre?

11 ottobre 2010 - 7:00

Non vedremo la nuova Fiat Panda prima del 2012. La notizia, proveniente dall'autorevole e di solito ben informata Automotive News, è giunta come un fulmine a ciel sereno e sta rimbalzando in tutti i blog e i siti automobilistici.

In realtà già parecchi mesi fa alcuni tra gli stessi siti parlavano della presentazione della vettura nei primi mesi del 2012. Sorvoliamo sul piccolo mistero rappresentato dalla rivelazione di una notizia che, a un'analisi più attenta, sembrerebbe una non-notizia, e diamola per scontata occupandoci del mistero vero, cioè quello che aleggia sui veri motivi del ritardo della nuova utilitaria.

Quanto a interpretazioni, il web ne fornisce sostanzialmente due. La prima dà per certo che la nuova Panda sia stata rimandata a causa del blocco degli investimenti appena deliberato dall'ad Fiat, Sergio Marchionne. Ora, è vero che negli ultimi periodi i conti Fiat soffrono a causa di vendite e penetrazione calanti in un mercato dell'auto europeo globalmente depresso (Italia compresa), ma va anche chiarito che la nuova Panda è praticamente pronta da tempo, e quindi è ragionevole ritenere che la maggior parte degli investimenti necessari al suo sviluppo siano stati già “digeriti” da Fiat. Insomma, la prima spiegazione che circola sembra francamente un po' stiracchiata.

La seconda, invece, si rifà in pratica alle motivazioni ufficiali del rinvio fornite da Marchionne, che non intenderebbe “sprecare cartucce” lanciando nuovi modelli in un mercato che non mostra segni di ripresa e che si prevede problematico anche nel 2011. Forse ciò è vero, ma Marchionne non può non aver considerato il rischio che comporta, in un mercato depresso, continuare a vendere modelli non aggiornati, soprattutto dopo le ampie anticipazioni fornite al pubblico sull'arrivo di quelli rinnovati. Rimandarne l'esordio può provocare ulteriori contrazioni delle vendite e quindi altre difficoltà a una Fiat che già arranca. Insomma, è un giochetto che qualche analista ha già definito pericoloso e che solleva qualche dubbio sulla congruenza delle spiegazioni ufficiali.

Ma allora, che cosa può aver in mente Marchionne? Un'ipotesi l'avanziamo anche noi, ma non prima di aver considerato che, oltre alla nuova Panda, sono state rimandate di qualche mese anche le presentazioni della futura nuova Ypsilon e della monovolume LO che sostiturà Fiat Idea e Lancia Musa, entrambe da prodursi nello stabilimentio serbo di Kragujevac.

Ed ecco la nostra ipotesi, ovviamente tutta da verificare, ma che non ci sembra priva di senso: le spiegazioni di Marchionne nasconderebbero in realtà il suo desiderio di attendere le future mosse dei sindacati del metalmeccanici sulla complessa questione dei contratti di lavoro, oggetto di un braccio di ferro al centro del quale c'è, come antipasto, la produzione della Panda nello stabilimento di Pomigliano d'Arco e come piatto forte il futuro assetto di tutti i siti produttivi Fiat e il “chi costruirà cosa”.

In questo senso, la decisione di rimandare la nuova Panda al 2012 può certo costituire un ulteriore elemento di pressione nei confronti delle sigle sindacali italiane più oltranziste. Un messaggio in cui si dice, senza dirlo, che in caso di ostacoli al piano Fiat anche la produzione della futura utilitaria potrebbe essere affidata ai serbi o lasciata in Polonia.

1 commento

MOLINARI
22:36, 30 gennaio 2012

voglio sapere che cilindrata e la nuova panda sia diesel obenzina e come va su strada

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