Numero unico taxi Milano: mossa anti-Uber?

È stato approvato dalla Giunta milanese l'importo grazie al quale sarà possibile aprire una nuova gara di affidamento del servizio di chiamata taxi

28 luglio 2014 - 9:00

Mentre il Comune di Milano è alle prese con gravissimi problemi (i guai causati dal Seveso e i crateri nelle strade), arrivano novità per i taxi. È stato appena approvato dalla Giunta il nuovo importo grazie al quale sarà possibile aprire una nuova gara di affidamento del servizio smart di chiamata dei taxi. Il sistema consentirà di realizzare un numero unico per raggiungere i posteggi di prossimità, inoltrando la richiesta in automatico al primo taxi disponibile più vicino al luogo indicato per il prelievo. Si tratta, secondo il Comune, di un sistema tecnologicamente avanzato che permetterà di superare l'utilizzo delle colonnine telefoniche nelle aree di sosta dei taxi, a favore di una gestione virtuale del flusso di chiamate, e che trasformerà i posteggi di prossimità in nuovi hotspot della rete WiFi comunale.

QUALE OBIETTIVO – La realizzazione del numero unico collegato a un sistema virtuale potrà smistare le richieste anche ai taxi in sosta negli 80 posteggi attualmente privi di colonnina telefonica (su circa 160) e fornirà ai tassisti informazioni in tempo reale sulla distribuzione dell'offerta in rapporto alla domanda. L'affidamento del servizio per l'implementazione del sistema software e di gestione e manutenzione dall'1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2019 avverrà tramite gara ad evidenza pubblica in ambito Europeo, seguendo il criterio di aggiudicazione all'offerta economicamente più vantaggiosa. Il nuovo investimento, da suddividere su 6 anni, è di 848.340 euro.

QUESTIONE UBER – Potrebbe essere una mossa anti-Uber, che a dire il vero non sposterà di molto l'ago della bilancia. Se i taxi non realizzeranno un'app tecnologica seria e non investiranno in un reale centralino unico, il rischio è che Uber abbia ancora più successo. Ricordiamo che è scontro totale: tassisti vs auto con conducente, spirito corporativo vs innovazione e libero mercato. Tra il collaudato sistema radiotaxi e il moderno Uber, il sistema che consente di noleggiare una macchina con autista per un breve tragitto tramite un'app sul telefonino. Lo scontro tra tassisti e sistema Uber nasce dall'interpretazione della legge 21 del 1992 sul trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea. “Gli autisti Uber non sono in regola con quanto previsto dalla normativa – spiega il responsabile comunicazione di radiotaxi 8585, Davide Pinoli – perché le loro auto dovrebbero stazionare in rimessa e non per strada come i taxi, che sono muniti di apposita licenza”. “È la sola richiesta di servizio che deve arrivare presso la sede del vettore munito di licenza NCC – replica Benedetta Arese Lucini, general manager di Uber Italia – ed è così che avviene mediante un sistema automatico di mail certificate”. La linea di demarcazione è sottile; proprio per questo e per gettare acqua sul fuoco, Uber ha inviato una lettera aperta al sindaco di Milano per il coinvolgimento dei tassisti anche al sistema Uber. “Ma al momento – dice la Lucini – non abbiamo avuto risposte”.

TUTTO IN ALTO MARE – Milano, sotto questo profilo, è la città più calda. A metà maggio, il Comune aveva inviato cinque proposte al ministero dei Trasporti, ma poi non se n'è fatto nulla, almeno per ora. 1. Istituire un registro nazionale di intermediari NCC. Le società che fanno intermediazione definiranno gli accordi economici e avranno il vincolo di far rispettare le regole agli NCC che aderiscono. Gli intermediari dovranno fornire su richiesta alle istituzioni il registro degli NCC aderenti e delle corse effettuate, per un controllo sul rispetto delle regole: pena l'esclusione dal registro. Ogni intermediario dovrà dotarsi di una carta dei diritti dell'utente a seguito di consultazione con le associazioni dei consumatori. 2. Gli intermediari potranno assegnare corse solamente agli NCC della Provincia o Città Metropolitana dalla quale comincia o termina il servizio richiesto. 3. Dal momento della prenotazione all'inizio del servizio dovranno decorrere almeno 90 minuti. 4. Se verranno accertate più di 3 violazioni su base annua, l'intermediario sarà sospeso dal registro nazionale per 12 mesi. A un NCC che dovesse usare un servizio di intermediazione non registrato sarà revocata la licenza. 5. Istituire un registro nazionale di intermediari del car pooling. L'intermediario del car pooling potrà chiedere una commissione fino al 10% del valore del viaggio e, attraverso i suoi software, dovrà monitorare che al conducente venga riconosciuto nulla più del rimborso spese di benzina e pedaggi. Se il conducente riceverà una cifra maggiore, sarà perseguibile ai sensi dell'art. 86 del Codice della strada (confisca del veicolo, sanzione amministrativa di 1.761 euro, sospensione della patente da quattro a dodici mesi).

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