NOx, il tribunale europeo cancella i limiti Euro 6D imposti dall’UE

La corte europea condanna il permesso di inquinare: ecco cosa accadrà con le auto Euro 6D e le emissioni di NOx nei test reali

NOx, il tribunale europeo cancella i limiti Euro 6D imposti dall’UE
Il tribunale europeo ha accolto la denuncia dei sindaci di Parigi, Madrid e Bruxelles sui limiti di emissioni di NOx bonari introdotti con le norme Euro 6D TEMP e poi quelle che verranno con la Euro 6D piena dal 2020. Se da un lato è stata accolta favorevolmente la nuova procedura RDE che prevede test di guida reali su strada delle auto da omologare, i giudici hanno dato ragione ai ricorrenti, spiegando che la Commissione ora dovrà rivedere i limiti di NOx. Il rischio elevatissimo è che si rimescolino ulteriormente le carte a svantaggio però dell'economia se si pensa che l'effetto del WLTP è di per se già stato devastante per il mercato, ma vediamo cosa succederà nei prossimi mesi.

COME SONO CAMBIATI I LIMITI DI NOx

Prima di entrare nel vivo della vicenda bisogna fare un breve excursus su quello che è successo negli ultimi mesi riguardo ai limiti di NOx e alle norme in vigore. Dopo lo scandalo dieselgate l'Europa ha voluto dare un duro segnale introducendo una normativa che avrebbe gradualmente allineato emissioni e consumi dichiarati dai Costruttori ai reali valori registrati poi durante l'utilizzo di tutti i giorni. Un risultato che difficilmente si sarebbe potuto ottenere in breve tempo (le emissioni in molti casi sforavano anche del 400% il valore dichiarato) così si è pensato a una "fase cuscinetto". In pratica con l'introduzione della norma Euro 6D TEMP e il protocollo WLTP (obbligatori dal 1 settembre 2018 ), ai Costruttori viene permessa una discrepanza del 110% tra i test WLTP ed RDE, una tolleranza che scenderà al 50% dal 2020 quando la norma Euro 6D sarà definitiva, se non cambierà nulla.

LA DENUNCIA DI FRANCIA, BELGIO E SPAGNA

Secondo i sindaci di Parigi, Madrid e Bruxelles il provvedimento comunitario è un'autorizzazione ad inquinare e fin da subito hanno denunciato l'Unione alla Corte di giustizia europea  per aver difatti attuato una "regressione della legislazione europea in materia di ambiente e salute pubblica". Che il limite passasse da 80 mg di NOx/km della Euro 6 a 120  mg di NOx/km della Euro 6D TEMP, per poi stabilizzarsi a 120 mg di NOx/km si sapeva da tempo ma nonostante questo i giudici europei si sono espressi contro l'innalzamento del limite di emissioni di NOx.

IL PARERE DELLA CORTE EUROPEA

La Corte di giustizia ha stabilito che l'emendamento regolamentare del 2016 della Commissione europea che ha innalzato i limiti sulle emissioni di ossido di azoto delle automobili e dei furgoni è andato oltre i poteri dell'esecutivo dell'UE e ha infranto i diritti umani e altre leggi dell'UE. Così stabilisce che la parte del regolamento della Commissione 2016/646 che fissa i limiti di NOx deve essere annullata, mentre le altre parti della legislazione che stabiliscono le condizioni di prova e omologazione restano invariate. Non spetterà però l'euro simbolico di risarcimento a Parigi - che aveva chiesto il pagamento per danni, non avendo il tribunale constato la sussistenza delle condizioni. Ora la Commissione ha 12 mesi di tempo per rivedere la norma secondo quanto riporta AutoNews, un tempo utile anche ad evitare un ulteriore colpo all'andamento dei mercati già provati da numeri al ribasso.

Pubblicato in Codice della Strada il 17 Dicembre 2018 | Autore: Donato D'Ambrosi


Commenti

Paoblog il giorno 17 Dicembre 2018 ha scritto:

"...a svantaggio però dell'economia se si pensa che l'effetto del WLTP è di per se già stato devastante per il mercato"
Come disse Guy McPherson: "Se pensate veramente che l'economia sia più importante dell'ambiente, provate a trattenere il fiato mentre contate i soldi".

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