Renault Twingo e Smart ForFour. Gemelle di stile diverse nel design

Nascono da un progetto comune ma hanno una forte personalità e un design sbarazzino caratterizzato dagli stilemi tipici dei Brand a cui appartengono

6 marzo 2015 - 10:00

La storia più recente della Twingo e della ForFour è presto scritta. Per la sua terza generazione Renault doveva trovare una sostituta, degna erede di quel capolavoro della prima serie e della meno riuscita seconda generazione, il tutto contenendo i costi di ricerca e sviluppo, poiché per la Casa francese si tratta pur sempre di un modello di nicchia. Soluzione: trovare qualcuno con cui dividere le spese. La scelta è caduta su Smart, concretizzata attraverso la condivisione del pianale della variante a cinque porte di ForTwo, il modello di punta della Casa tedesca. Una parentela velata piuttosto bene da un design esterno molto diverso tra le due citycar. Ecco come le due gemelle ingannano l'occhio pur condividendo gran parte delle soluzioni tecnologiche.

DESIGN TEUTONICO – Pur condividendo alcuni componenti, le due citycar sono profondamente diverse esteticamente, la tedesca Smart attinge la sua fisionomia al classico modello tre porte ForTwo (leggi, la prova su strada in anteprima della ForTwo) con una sostanziale differenza visibile nella fiancata. In particolare rappresentata dall'esistenza delle porte posteriori e dal conseguente incremento di lunghezza. L'originalità stilistica è esaltata dal particolare frontale con proiettori quadrati di dimensioni generose, accoppiati ad una inedita griglia con fori esagonali e condita dalle forme sinuose e morbide che raccordano il paraurti ai passaruota. Anche la coda riflette il disegno visto nell'anteriore, concretizzato attraverso il profilo dei fanali che rappresenta il nuovo corso Smart. La ricorrente eccentricità della Smart con la cellula Tridion in bella mostra basterebbe già a nascondere ogni presunto legame con la piccola francese. In caso di dubbi, la presa d'aria del motore sul parafango posteriore sinistro seduce chi riporta alla mente il ricordo di una Smart esclusiva, unica.

ESPRESSIONE D'OLTRALPE – La Twingo (leggi la prova su strada della Nuova Renault Twingo) è figlia unica poichè non è prevista una variante “corta”. Obiettivamente la versatilità delle cinque porte rappresenta un punto fermo che i designer Renault hanno imposto nel progetto o meglio nel matrimonio con Daimler. L'appeal dello stile è gradevolmente esaltato dal particolare contrasto di chiaro scuro presente in molti componenti come la mascherina, le “bocche” di raffreddamento e il portellone. La losanga, simbolo Renault, capeggia al centro del frontale, tra i nuovi proiettori dalla forma quadrangolare. Degno di nota il richiamo al passato dei piccoli fari supplementari per le luci diurne, che ricordano sia il modello precedente, ma in qualche modo echeggiano la gloriosa Renault Alpine degli anni '60. La coda porta a termine il nuovo stile attraverso lo speciale lunotto che funge anche da portellone e accompagna l'estensione della fiancata ai gruppi ottici bicolore. Le differenza stilistiche si fanno più evidenti nell'andamento laterale poiché la Smart mostra la consueta cellula di sicurezza Tridion personalizzabile nel colore, mentre la Twingo appare in veste più “convenzionale”, ma di fatto annovera “sotto pelle” le caratteristiche di sicurezza della tedesca.

RITORNO AL PASSATO – In linea generale lo schema meccanico influenza il design del corpo vettura, che nelle citycar protagoniste del nostro articolo trova conferma con un'inusuale posizione del motore, montato dietro,  tra le ruote posteriori. Nel panorama attuale ben poche vetture possono millantare una tale caratteristica; fra il ristretto club emerge immediatamente la sportiva Porsche 911. In passato, il “tutto dietro” rifletteva lo standard economico, di icone dell'automobilismo. La prima Volkswagen Maggiolino o la Fiat 500 adottavano tale schema e proprio nella piccola italiana (Fiat 500 di oggi) si leggono le maggiori similitudini o ispirazioni estetiche di Twingo.

SICURE PER I PEDONI – Il cofano motore, a differenza di altre soluzioni che ricorrono all'uso di acciaio, è realizzato in materiale termoplastico. Un componente più morbido rispetto alla tradizionale lamiera che, con il frontale libero dagli ingombri meccanici, genera non pochi vantaggi in termini di protezione per i pedoni.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Renault Megane E-TECH: nel test dell’alce è imprevedibile

Non c’è crisi per le auto di lusso, vendite record negli USA

Ferrari Purosangue: approfondimento tecnico su Telaio e Sicurezza