Design e Sicurezza: connubio di ferro

Le auto moderne sono disegnate per proteggere anche i pedoni. Ma negli ultimi 50 anni ha sempre funzionato così?

16 febbraio 2015 - 12:00

L'evoluzione stilistica delle vetture nell'ultimo mezzo secolo è stata influenzata da diversi fattori che hanno notevolmente modificato le forme delle carrozzerie, soprattutto nella parte anteriore del veicolo. Parametri fugaci come mode e correnti artistiche lasciano spazio a concetti di maggiore spessore, quali efficienze aereodinamiche e sicurezza stradale, prendendo anche in considerazione la protezione per i pedoni. Diamo uno scorcio a cosa è cambiato nel corso degli anni.

ANNI '60, LE AUTO HANNO IL MUSO DURO – Le automobili del boom economico sono caratterizzate da molti elementi metallici potenzialmente dannosi per un “incontro ravvicinato” con un pedone. Esaminando un'Alfa Rome Giulia del 1962 emergono immediatamente pericolosi punti di contatto come i paraurti, le cornici proiettori e i particolari della mascherina. Inoltre, il design del periodo impone frontali “anti-aereodinamici” perfettamente verticali rispetto al cofano motore. Tale struttura limita fortemente la capacità di “accogliere” un pedone in caso d'investimento e la conseguente azione di tutela atta a ridurre le possibili lesioni.

ANNI '70, PROFILO BASSO E SPORTIVO MA TAGLIENTE – Rimaniamo in Casa Alfa Romeo e analizziamo l'evoluzione stilistica attraverso l'erede di Giulia, la Giulietta del 1977. Rispetto al decennio precedente il frontale si addolcisce, sbocciano i primi e “timidi” paraurti avvolgenti realizzati in resina, ma con anima di metallo. I proiettori, di vetro, mutano di forma e si integrano con la mascherina realizzata anch'essa in materiale plastico e flessibile. Il cofano motore ha un disegno lineare, tuttavia permane la moda del raccordo “verticale” che regala al corpo vettura un appeal aggressivo ma ancora molto pericoloso per i pedoni.

ANNI '80, LA PLASTICA SI DIFFONDE – Il design di questo decennio rileva e amplifica le soluzioni stilistiche emerse nell'ultimo periodo degli anni '70. Attraverso la Fiat Uno del 1983 riscontriamo un nuovo concetto di frontale caratterizzato da voluminosi e avvolgenti paraurti in resina, perfettamente raccordati al gruppo proiettori-mascherina. Si riduce l'inclinazione verticale del cofano motore e tutto viene orientato al parabrezza, il rinnovato design migliora sensibilmente la capacità di proteggere i pedoni.

ANNI '90, NASCE LA PRIMA DIRETTIVA – L'ultimo decennio del 1900 si chiude con interessanti innovazioni estetiche abbinate all'impiego dei primi elementi “intelligenti” che reagiscono in caso d'incidente. Ford, con la sua Mondeo del 1993, introduce il concetto di “deformazione programmata” attraverso i paraurti realizzati con specifici polimeri che assorbono i piccoli urti.  In generale, la linea tesa si ammorbidisce, i proiettori diventano sottili e uniti alla mascherina creando continuità con il cofano motore. Tutto cambia negli anni 2000, grazie alla direttiva 2003/102/CE del parlamento europeo, nata con lo scopo preciso di ridurre le lesioni subite dai pedoni e da altri utenti della strada, vulnerabili in caso di urto con le superfici frontali dei veicoli. Attraverso la “nuova” direttiva, i designer sono costretti ad uniformare i loro prodotti lavorando su obblighi comuni, come l'incremento dell'altezza del frontale. Il disegno delle vetture “uniche” di un tempo lascia lo spazio ad una graduale conformità e in parte crea un anonimo stile globale scandito anche dalle esigenze di garantire un'ottimale penetrazione aereodinamica.

Osservando la seconda serie della Lancia Y (2003), possiamo constatare quanto appena detto. Il frontale, rispetto al modello precedente, si presenta alto e massiccio con un paraurti avvolgente che abbraccia direttamente il cofano motore. Tutto il corpo vettura è privo di spigoli vivi, abbonda l'impiego di materiali “teneri” a tutela dei pedoni: i proiettori sono in policarbonato e la mascherina è realizzata in materiale plastico, pur mantenendo un richiamo al passato, con lo stile raffinato della Lancia Ardea del 1939.

IL FRONTALE E' ATTIVO – Oggi, la cognizione di produrre auto sicure è insita nel DNA delle Case automobilistiche, ogni marca ha superato capitoli fondamentali nel percorso evolutivo del design e la sicurezza è un punto fermo e indispensabile che plasma le odierne automobili. Pur mantenendo gli stessi volumi, la tecnologia costruttiva ha permesso di creare automatismi, perfettamente integrati nel disegno della vettura, che salvaguardano i pedoni in caso d'incidente. Ne è l'esempio l'innovativo sistema di sicurezza denominato Volvo Pedestrian Airbag Technology: uno specifico airbag esterno dedicato alla protezione dei pedoni. Questo sistema, presente sul modello V40, non ha influenzato la linea del frontale che si presenta filante e dinamica, caratterizzata da un cofano a “V” che emerge dal paraurti e ingloba la mascherina. La pulizia estetica ottenuta dal frontale rende la media svedese capace di “accompagnare” un pedone dove si gonfierà l'airbag esterno che fuoriesce dal cofano.

Euro NCAP valuta le performance di protezione delle nuove vetture per mezzo di uno specifico test che simula l'incidente con i pedoni. Per la vostra futura auto, vi consigliamo di non sottovalutare questo parametro poichè ogni automobilista diventa un pedone quando scende dall'auto.

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