Auto che parlano ai pedoni: i robot saranno più bravi dell'uomo? [VIDEO]

Jaguar Land Rover mostra come le auto a guida autonoma conquisteranno la fiducia dei pedoni aumentando la sicurezza delle manovre in città

30 gennaio 2019 - 17:00

Jaguar Land Rover al lavoro per lanciare il suo primo pod connesso a guida autonoma. Le ricerche si stanno focalizzando sulla sicurezza; il veicolo sarà in grado di dialogare con gli utenti della strada informandoli per tempo sulle decisioni che sta per assumere. Si tratta di un profilo molto interessante che è oggetto di discussione nel settore automotive. In particolare per la prima volta un team di ingegneri che lavorano nella divisione Future Mobility di Jaguar Land Rover è stato supportato da un gruppo di psicologi cognitivi. Gli studi hanno, infatti, mostrato come il 41% dei conducenti e dei pedoni siano preoccupati di condividere la strada con veicoli a guida autonoma. La paura è quella di non sapere che tipo di valutazioni la macchina si trova a compiere in un preciso momento. Vediamo i dettagli del sistema che illumina la traiettoria del pod.

MOBILITA' AVANZATA Il gruppo britannico Jaguar Land Rover ha sviluppato un sistema che proietta sulla strada la traiettoria del percorso che il mezzo a guida autonoma andrà a seguire. In questo modo gli altri utenti della strada sono in condizione di capire che tipo di scelte il mezzo andrà ad effettuare. La tecnologia intelligente fornisce una serie di proiezioni luminose sulla strada per mostrare le prossime scelte del veicolo, come ad esempio fermarsi e girare a sinistra o a destra. Si tratta di una soluzione parte della ricerca su come le persone possono sviluppare la loro fiducia nella tecnologia autonoma. In futuro le proiezioni potrebbero anche essere utilizzate per condividere il rilevamento degli ostacoli e gli aggiornamenti sul viaggio con i pedoni. Ad oggi queste proiezioni, testate su pod autonomi sviluppati da Aurrigo, presentano una serie di linee o barre con spaziatura regolabile. Le barre luminose si accorciano quando il pod si sta preparando a frenare (Leggi guida autonoma le auto più avanzate sul mercato). Mentre il pod si sposta e accelera, la spaziatura tra le linee si estende. All'avvicinarsi a una svolta, le barre si aprono a sinistra o a destra per indicare la direzione di marcia.

TEST IN CORSO I test sono stati sviluppato da un team di ingegneri della divisione Future Mobility di Jaguar Land Rover, supportati da psicologi cognitivi. La collaborazione si è resa necessaria dopo che gli studi hanno mostrato che il 41% dei conducenti e dei pedoni sono preoccupati di condividere la strada con veicoli autonomi (Leggi test chiavi wireless solo 3 auto a prova di ladri). L'innovativo sistema è stato testato su una strada simulata all'interno di una struttura a Coventry con gli ingegneri che hanno registravano i livelli di fiducia riportati dai pedoni con e senza proiezioni. Il programma ha visto, lo scorso anno, anche l'installazione di “occhi virtuali” per i pod intelligenti per capire se il “contatto visivo” potesse migliorare la fiducia nella nuova tecnologia. Pete Bennet, responsabile in JLR del Future Management, ha commentato: “Le prove riguardano la comprensione di quante informazioni un veicolo che si guida da soli dovrebbe condividere con un pedone per ottenere la loro fiducia. Proprio come ogni nuova tecnologia, gli esseri umani devono imparare a fidarsi di esso”.

CAPITOLO SICUREZZA La sicurezza rimane quindi la priorità, poiché Jaguar Land Rover ambisce a diventare leader automobilistico nella mobilità autonoma, connessa, elettrica e condivisa. La prova è in linea con gli obiettivi strategici a lungo termine del marchio; rendere le auto più sicure per liberare il tempo prezioso trascorso alla guida per dar vita ad mobilità per tutti. Insomma il percorso è ancora lungo ma l'impegno del brand è quello di fare il possibile per conquistare alle auto autonome la fiducia dei clienti. Ecco allora che il pod condiviso diventa solo una sfaccettatura della più ampia vision di mobilità che il gruppo JLR intende promuove. Attenzione però ai facili ottimismi; l'auto a guida autonoma “senza driver” e quindi di livello 5 è ancora lontana nel tempo da noi.

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