Norvegia: le batterie al litio sono le più adatte all'auto elettrica. Tutto vero?

Secondo alcuni ricercatori di un istituto scandinavo le batterie migliori per le auto elettriche sono quelle agli ioni di litio. Ma la ricerca è incompleta

4 maggio 2011 - 7:00

L'Università Norvegese di Scienza e Tenologia, un prestigioso istituto che ha sede nella città di Trondheim, ha rivelato i risultati di uno studio su diversi tipi di batterie utilizzate dalle moderne vetture elettriche e ibride.

L'ANALISI DEL CICLO DI VITA – I ricercatori, il laureando francese Guillaume Majeau-Bettez, l'americano Troy Hawkins e il professore norvegese Anders Hammer Strømman (associato) hanno preso in esame tre tipi di batterie: quelle al nickel-metallo idruro (NiMH), quelle agli ioni di litio con nickel e cobalto (Li-ion NCM) e, infine, quella agli ioni di litio con fosfato di ferro (LFP). L'obiettivo era l'analisi del loro intero ciclo di vita (quindi, produzione-utilizzo-smaltimento) per determinare quale delle tre offra le migliori prestazioni per l'utilizzo sulle auto elettriche e, parallelamente, sia anche la più rispettosa dell'ambiente, considerando 11 diversi tipi di “impatto” che sono stati inclusi nelle valutazioni.

IL LITIO È MEGLIO – I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista Environmental Science & Technology, hanno dimostrato che sotto il profilo della capacità di immagazzinamento di energia la batteria NiMH ha sull'ambiente l'impatto maggiore, seguita dalla Li-ion e, infine, dalla LFP. Tra parentesi, l'analisi del ciclo di vita di tutte e tre le tipologie ha permesso di accertare emissioni di gas serra più elevate di quanto fosse noto in precedenza. I ricercatori sono rimasti sorpresi nel riscontrare che, in termini di impatto ambientale, le batterie NiMH hanno dimostrato prestazioni ben peggiori delle altre due agli ioni di litio, tranne che nelle capacità di abbattimento dell'ozono. Il miglior comportamento complessivo di quelle al litio è stato attribuito al fatto che per ogni kg di peso, queste ultime sono capaci di immagazzinare una quantità di energia da due a tre volte superiore rispetto all'altra. Quanto agli aspetti legati all'inquinamento, la maggior parte del gas serra da imputare a tutti e tre i tipi di batteria è generato durante la loro produzione, e qui le unità al litio perdono nei confronti delle NiMH e, inoltre, emettono anche metano alogenato. In tutte, invece, l'imballaggio e il trasporto contribuiscono relativamente poco (circa il 10%) all'inquinamento ambientale.

E IL SALE? – Sorprende, nello studio dell'università scandinava, la mancanza di qualsiasi accenno a un altro tipo di batterie, quelle al sale, che hanno tutte le carte in regola per divenire una valida alternativa al quasi-monopolio degli accumulatori al litio, che non sono privi di controindicazioni. Come SicurAUTO.it aveva sottolineato in un recente articolo, non sono del tutto comprensibili i motivi per cui le case automobilistiche hanno trascurato a lungo le batterie al sale, e oggi risultano ancora meno comprensibili quelli che hanno portato un'entità scientifica come l'istituto norvegese a ignorarle del tutto anche in un semplice studio dove le diverse soluzioni avrebbero potuto essere finalmente analizzate in laboratorio. Insomma, si è persa un'occasione per un interessante confronto basato su dati rigorosi.

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