Norvegia: dal 2015 vietate le auto a combustibili fossili

È solo una proposta e il divieto riguarderebbe le nuove immatricolazioni. Ma in un Paese che dal petrolio ricava somme colossali l'idea fa discutere

21 maggio 2012 - 6:00

Il ministro delle Finanzie norvegese Kristin Halvorsen, appoggiata dal suo partito (socialista), ha lanciato una proposta shock che potrebbe probabilmente sfociare in un progetto di legge: quello di vietare dal 2015 la vendita delle auto equipaggiate di motori alimentati esclusivamente con combustibili fossili.

SOLO ELETTRICHE E IBRIDE – In pratica, l'idea prevede che da quella data verrà consentita solo l'immatricolazione di nuove vetture elettriche, con l'unica eccezione riguardante quelle ibride, preferibilmente alimentate con bio carburanti o idrogeno, ma comunque con una componente elettrica nella trazione. Tuttavia, a dispetto di quanto in un primo momento si era temuto (probabilmente per un'errata interpretazione delle parole del ministro), il piano non prevede affatto il bando alla circolazione delle auto a benzina, gasolio e gas, né tanto meno misure di rottamazione obbligatoria. Semplicemente, tali veicoli verranno lasciati circolare fino all'estinzione, il che significa che verrebbe messo in atto un piano di lenta sostituzione del parco circolante con veicoli “green” basato sul futuro obbligo di immatricolare soltanto quelli.

OLTRE ALLA CRISI FINANZIARIA, C'È QUELLA DEL CLIMA – Ovviamente, anche a causa del fraintendimento inziale, la proposta ha suscitato e sta suscitando in Norvegia un mare d'interrogativi e anche di feroci critiche, ma la signora Halvorsen ha fatto capire che il piano è molto meno campato in aria di quanto si potrebbe pensare: “La crisi finanziaria in corso significa anche che molti dei produttori di automobili oggi hanno grossi problemi, ma gli stessi produttori sanno anche di dover sviluppare nuove tecnologie per la mobilità, perché sono coscienti che oltre a risolvere quella crisi, dobbiamo risolvere anche quella del clima. Ecco perché vorremmo far partire il piano nel 2015”. Queste parole sono state pronunciate dal ministro a Oslo, durante una manifestazione fieristica con esibizione di auto elettriche e ibride durante la quale alcuni politici norvegesi si sono sfidati guidando tali veicoli in una gara che ha visto la signora Halvorsen, al volante di una Mitsubishi I-MiEV bianco-rossa, arrivare al traguardo tra i primi.

NORVEGESI FORTUNATI GRAZIE AL PETROLIO – In realtà, il rivoluzionario piano non sembra aver molte probabilità di essere approvato. Anche se il partito della signora Halvorsen fa parte della coalizione a tre che allo Storting, il parlamento norvegese, governa il Paese, l'idea è osteggiata dal primo ministro laburista Jens Stoltenberg. In effetti, anche ammesso che la tecnologia automobilistica disponibile nel 2015 consenta di immettere sul mercato veicoli elettrici o ibridi adatti a soddisfare tutte le esigenze di mobilità dei norvegesi (e soprattutto, a costi più ragionevoli di quelli odierni), il piano ha comunque una componente un po' bizzarra: la Norvegia è il sesto esportatore mondiale di petrolio e dai suoi pozzi del Mar del Nord escono ogni giorno fiumi di greggio dalla cui vendita il Paese ricava denaro che finisce in buona parte in un gigantesco e ricchissimo fondo statale. Con queste risorse, che vengono continuamente accresciute anche grazie a un'accorta politica d'investimenti sui mercati mondiali, il Paese alimenta molte delle attività che fanno dei norvegesi un popolo fortunato, con un welfare di ottimo livello, una rete stradale ben tenuta, politiche strutturate di rispetto per l'ambente e istruzione e sanità completamente gratuite, tanto per citare alcuni degli aspetti che influiscono sulla qualità della vita.

GREGGIO ANCORA PER DECENNI – Insomma, vietare le vetture che funzionano con carburanti di origine fossile non sembra tutto sommato una buona idea e l'adozione del piano potrebbe anche provocare qualche irritazione tra le grandi compagnie petrolifere grazie anche alle quali il greggio norvegese arricchisce l'intera nazione. Tuttavia, il ministro Halvorsen ha risposto così alle accuse di voler minacciare l'industria estrattiva norvegese: “Non è affatto così. Sappiamo bene che il mondo dipenderà dal petrolio ancora per decenni. Però sappiamo anche che dobbiamo introdurre nuove tecnologie per la mobilità e la nostra è una proposta che supporta questa idea”.

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