Norme di sicurezza: ambulanza parte solo se il malato ha la cintura

Gli obblighi di sicurezza impongono agli operatori dei servizi sanitari del 118 di trasportare i pazienti solo nel pieno rispetto delle norme di legge.Lo ha deciso la Cassazione che ha accolto il...

30 Settembre 2008 - 06:09

Gli obblighi di sicurezza impongono agli operatori dei servizi sanitari del 118 di trasportare i pazienti solo nel pieno rispetto delle norme di legge.

Lo ha deciso la Cassazione che ha accolto il ricorso di un uomo affetto da tetraplagia nei confronti del conduttore di un'ambulanza e della struttura che gestisce il servizio. L’uomo veniva regolarmente accompagnato dal servizio del 118 in un ospedale, distante circa 150 Km, per eseguire le terapie necessarie alla sua patologia. Ma nel corso di uno di questi trasferimenti il paziente e un suo familiare avevano subìto delle lesioni a causa di una brusca frenata del conducente dell’autoambulanza. Per essere risarciti i due avevano fatto ricorso al Tribunale che ha accolto la loro domanda riconoscendo alle vittime la metà della colpa in quanto considerati dal giudice in parte consenzienti alla circolazione in misura di insicurezza.

I protagonisti della vicenda, non accogliendo di buon grado il verdetto, sono approdati in Cassazione dove hanno contestato le conclusioni del giudice. La pubblica accusa ha contestato il fatto che al trasporto oneroso di persone inferme con autoambulanza sia stata applicata la disciplina prevista per quello di cortesia.

La Cassazione ha accolto la domanda, in quanto non è concepibile un consenso preventivo del trasporto alla possibile lesione derivante dalla circolazione in condizioni di insicurezza, “trattandosi di rinuncia a un diritto indispensabile”. Secondo la normativa gli operatori del 118 non devono provvedere solo al trasporto, ma anche all’assistenza e sono pertanto obbligati a imporre misure di sicurezza. Nel caso di rifiuto del paziente gli operatori dei servizi sanitari sono obbligati a sospendere il servizio a meno che il mancato trasporto non si risolva in un rischio maggiore per il malato. Lo stesso discorso vale per l’accompagnatore dell’infermo che deve prendere posto nella cabina di guida e non può viaggiare accanto al malato. Il viaggio – ha decretato la Cassazione – deve essere organizzato dai conducenti dell’ambulanza in totale sicurezza, in caso contrario saranno loro a rispondere delle lesioni procurate ai viaggiatori.

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