«Non pagate le multe italiane». Parola di buon tedesco

Lasciano esterrefatti, e anche un po' amareggiati, i "consigli" della stampa germanica e di un automobil club rivolti agli automobilisti tedeschi che circolano sulle nostre strade

19 agosto 2011 - 7:30

Il Süddeutsche Zeitung, importante quotidiano di Monaco di Baviera, ha pubblicato il 9 agosto scorso un articolo a firma di Michael Bachmüller, intitolato “Inkasso alla fiorentina”, in cui suggerisce agli automobilisti tedeschi che hanno volato il Codice della Strada italiano di non pagare l'eventuale contravvenzione.

«STATE TRANQUILLI» – In questo, l'articolo riprende in parte i “consigli” di Auto Club Europa, il secondo tra gli Automobil Club tedeschi dopo l'ADAC. «Tanto non vi succederà nulla», tranquillizza l'articolista, il quale sottolinea anche che «finora nemmeno una delle sanzioni comminate dall'estero ad automobilisti tedeschi è stata riscossa grazie alle procedure forzose». Il motivo, continua il quotidiano, sta nel fatto che in Germania, dove il responsabile della violazione è chi l'ha commessa, le multe sono molto difficili più da esigere che in Italia, dove invece la contravvenzione viene inoltrata al proprietario della vettura. Insomma, le fotografie scattate alla targa posteriore dai dispositivi di rilevazione italiani valgono poco o nulla per le autorità tedesche. «Quindi – sostiene Völker Lempp dell'Auto Club Europa – nonostante l'intimazione di pagare entro 20 giorni che viene lasciata sul parabrezza, se prendessi una multa in Italia, personalmente me ne starei tranquillo». Il consiglio, però potrebbe presto risultare inutile se il Parlamento Europeo riuscirà a tradurre in norme concrete la direttiva comunitaria sull'applicazione transfrontaliera delle norme in materia di sicurezza stradale approvata durante il 6 luglio corso.

BEL CONSIGLIO – La ragion d'essere di un'automobil club, cioé di un'associazione che difende gli interessi degli automobilisti, è senz'altro quella… di difenderli (cosa che, per esempio, non sempre sembra rientrare al 100% tra gli obiettivi dell'Aci italiano). Tra le “difese”, in teoria, si potrebbero anche includere le “dritte” per non pagare una contravvenzione, che in questo caso si riassumono semplicemente nell'ignorarla. Nella pratica, però, i consigli dell'Auto Club Europa (e anche quelli dell'organo di stampa che ha ripreso i suoi suggerimenti) suonano purtroppo come uno sgradevole invito a non tener conto degli sforzi delle forze dell'ordine italiane per contrastare le violazioni al Codice della Strada. Peccato che tali sforzi siano anche orientati a garantire o quantomeno ad aumentare la sicurezza degli utenti delle strade, compresa quella degli utenti tedeschi che circolano sulle nostre. I quali, grazie a certi “consiglieri fraudolenti” che Dante avrebbe certo inserito nello stesso girone in cui collocò Ulisse, hanno ora un motivo in più per infischiarsene delle leggi italiane.

1 commento

Daniele
14:39, 19 agosto 2011

Caro Roberto, noi italiani siamo “solo chiacchere e distintivo”: a parole siamo severi (dove vogliamo), ma quando si tratta di passare ai fatti ecco che sbucano come funghi i vari condoni, patteggiamenti e tutti gli escamotages possibili. Se solo fossimo più severi e coerenti con quanto mettiamo nero su bianco le persone meritevoli di essere punite lo sarebbero a dovere e gli stranieri ci porterebbero più rispetto.

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