“Non ha i requisiti morali” – Niente patente di guida all'ex Mambro

ROMA, 8 OTTOBRE 2004 - Gli ex terroristi non possono guidare l'automobile perche' mancano dei ''necessari requisiti morali''. A sostenerlo e' il Consiglio di Stato che, interpellato su una...

10 Ottobre 2004 - 05:10

ROMA, 8 OTTOBRE 2004 – Gli ex terroristi non possono guidare l'automobile perche' mancano dei ''necessari requisiti morali''.

A sostenerlo e' il Consiglio di Stato che, interpellato su una richiesta in tal senso presentata dall' ex terrorista dei Nar Francesca Mambro, ha emesso un parere rilasciato al ministero dell'Interno, pubblicato dal numero on line oggi di Diritto e Giustizia (Giuffre' editore).

Il parere del Consiglio di Stato conferma un provvedimento del prefetto di Roma che ha negato la restituzione della patente alla Mambro.

In particolare, i giudici di Palazzo Spada hanno respinto il ricorso della Mambro, condannata all'ergastolo per omicidio e poi scarcerata, ricordando che l'articolo 120 del codice della strada, che determina espressamente ''i requisiti morali per la concessione della patente di guida'', prevede che nei confronti di persone sottoposte ''a misure di sicurezza personale, il prefetto e' obbligato a revocare la patente di guida''.

A questo proposito Francesca Mambro ha precisato che sebbene nei suoi confronti fosse stata irrogata con la sentenza di condanna la misura di sicurezza della liberta' vigilata per tre anni, tale misura ''non e' mai stata eseguita''. Ma i giudici amministrativi hanno ritenuto che il termine ''irrogare'' non prevede necessariamente l'esecuzione della misura.

''La liberta' vigilata in aggiunta alla pena detentiva scrive il Consiglio di Stato – viene ordinata dall'Autorita' giudiziaria che in tal modo restringe la liberta' di movimento dell'interessato anche a seguito della pena detentiva a cui e' stato condannato. Pertanto, all'impossibilita' di guida di automezzi connessa alla condizione di detenuto si collega il divieto di condurre autoveicoli, al cessare della detenzione, dovuto alla revoca obbligatoria della patente da parte del Prefetto per l'applicazione della liberta' vigilata, indipendentemente dall'accertamento se la misura stessa abbia avuto o meno esecuzione''.

Fonte: La Nazione.it

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