No all'auto, sì alla bici: lo dice il mobility coach di Parma

La nuova figura avrà il compito di abituare 20 dipendenti del comune ad abbandonare l'auto in favore della bicicletta e dei mezzi pubbici

26 settembre 2011 - 14:23

Forse quella del “mobility coach” non diventerà mai una vera professione, o forse sì, ma per il momento è sicuramente un ruolo. Quello, ben preciso, assunto da Roberto Merli, un 48enne appassionato di bicicletta e con un passato da pallavolista che è stato incaricato dal comune di Parma di convincere 20 dei suoi dipendenti a utilizzare il mezzo a due ruote per i loro spostamenti e ad abbandonare il più possibile l'automobile.

L'AUTO? LASCIATELA A CASA… – L'iniziativa fa parte di un progetto che il comune d Parma sta portando avanti tramite Infomobility spa, la società interamente posseduta dal comune stesso la cui missione è di affrontare e gestire i problemi di mobilità della citta. L'incarico del mobility coach durerà un anno, fino al settembre 2012, durante il quale Merli tenterà il possibile e l'impossibile per convincere i 20 dipendenti (beninteso, sono tutti volontari) a pedalare, ma anche a utilizzare al massimo i mezzi pubblici. Insomma, a sfruttare qualsiasi mezzo per muoversi, tranne l'auto. Intende riuscirci non solo cercando di demolire l'abitudine radicata di salire in macchina e partire, ma anche mostrando a chi partecipa al programma i benefici psicologici e fisici propri dell'uso della bicicletta, senza trascurare quelli economici ed ecologici derivanti dal non consumare carburanti che immettono nell'aria sostanze inquinanti. Roberto Merli e gli “alliervi” faranno il punto dei loro progressi incontrandosi una volta al mese per un anno. Tra un appuntamento e l'altro, gli aspiranti ciclisti dovranno tenere una sorta di “diario” attraverso il quale metteranno per iscritto successi e sconfitte. Riguardo a queste ultime, il Mobility Coach potrà ovviamente essere contattato al telefono per fornire incoraggiamenti e suggerimenti a chi fosse “tentato” di servirsi ancora dell'auto. «Un'impresa impegnativa perché parte dalla consapevolezza di voler cambiare le proprie abitudini – ha spiegato Merli – e per riuscirci ognuno deve trovare una motivazione personale».

OBIETTIVO 30% – Pur essendo ritenuta la capitale italiana della bicicletta per merito della discreta diffusione della piste ciclabili, Parma ha un tasso di utilizzo delle due ruote molto lontano da quello che si registra in altre città europee: non più del 20% dei parmensi utilizza continuativamente la bici. «Il nostro obiettivo – ha dichiarato Arcangelo Merella di Infomobility – è di mettere in sella almeno il 30% della popolazione avvicinandoci così un po' di più agli standard di Göteborg, dove il mobility coaching ha avuto grande successo, perché lì sono davvero le automobili ad avere delle piste riservate». L'iniziativa della città emiliana fa parte del programma europeo “Carma” (acronimo di Cycling awareness raising and marketing, cioé Sensibilizzazione alla ciclabilità e marketing) al quale hanno aderito sei città: Göteborg (Svezia), Londra, Eindhoven (Paesi Bassi), Riga (Lettonia), Budapest e, appunto, Parma. A sua volta, Carma rientra in un più ampio progetto denominato Intelligent Energy Europe che si propone di diffondere maggiormente l'uso della bicicletta mediante programmi mirati di comunicazione e di marketing.

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