Niente Tutor sulla Brebemi. Uno scandalo

La Brebemi aprirà il 22 luglio, ma senza Tutor per la velocità

27 maggio 2014 - 9:00

Come SicurAUTO.it ha anticipato qui, la Brebemi (Milano-Bergano-Brescia) aprirà il 22 luglio. Il collegamento fra le tre città, dopo cinque anni dall'inizio dei lavori, infatti, sarà ufficialmente inaugurato. L'obiettivo della Brebemi è quello di decongestionare l'attuale rete stradale e autostradale lungo il corridoio Milano-Bergamo-Brescia. Una volta realizzata e aperta al pubblico, l'autostrada dovrà essere in grado di attrarre una parte significativa del traffico di lunga percorrenza che attualmente utilizza la A4 e gran parte del traffico di breve-media percorrenza, e soprattutto di quello pesante, che oggi congestiona la viabilità ordinaria e assedia i centri abitati delle pianure bergamasche e bresciane. La nuova via, una volta regolarmente usata, sarà attraversata, mediamente lungo tutto l'asse, da flussi giornalieri di traffico pari a circa 40.000 veicoli all'apertura e quasi 60.000 veicoli a regime. In questo modo, sugli altri assi sarà ottenuta una diminuzione percentuale di traffico dei veicoli pesanti sui diversi itinerari. Per quello Nord è prevista una diminuzione del 20%, per l'itinerario considerato “centrale” (tra la TEM e la Interconnessione Pedemontana Brebemi), la diminuzione prevista è pari al 60%, per quello sud del 50. Insomma, almeno fin qui, solo liete novelle per la sicurezza stradale. Ma la pessima notizia è arrivata poche ore fa: il Tutor non opererà sulla Brebemi.

FA CALARE I SINISTRI – Di cosa parliamo? Ormai, il Tutor lo conoscono tutti. Dal 2005, è il primo strumento in Italia conforme alle nuove norme che consentono il sanzionamento automatico delle violazioni dei limiti di velocità senza la presenza su strada dell'agente di Polizia: un innovativo sistema che permette di rilevare la velocità media dei veicoli. È stato sviluppato da Autostrade per l'Italia e gestito dalla Polizia stradale, che, per legge, è l'unico soggetto titolato all'uso del sistema per la rilevazione e il sanzionamento delle infrazioni accertate. Prevede, come funzionalità primaria, il rilevamento della velocità media su tratto, individuando il passaggio dei veicoli sotto i portali (basta avere l'ora in cui c'è il primo transito, l'ora del secondo transito a una ventina di chilometri, dopodiché la velocità media è un calcolo immeditato): novità assoluta a livello italiano e tra le primissime applicazioni in Europa e nel mondo. A differenza dei sistemi tradizionali, il Tutor permette di rilevare l'eccesso di velocità come comportamento abituale di guida ed è, inoltre, in grado di funzionare in qualsiasi condizione atmosferica e di illuminazione (di notte, con pioggia, in presenza di nebbia con visibilità fino a 30/40 metri). Riconosce la classe del veicolo in relazione ai diversi limiti di velocità stabiliti dal Codice e, una volta riscontrata la violazione e previa convalida dell'agente di Polizia, interroga gli archivi della Motorizzazione per risalire all'intestatario, compila e stampa il verbale per la firma in originale e, contestualmente, inoltra in via informatica i dati al centro di elaborazione e stampa di Poste Italiane per la procedura di notifica al trasgressore. Il Tutor è stato installato lungo quelle tratte che presentavano tassi di mortalità superiori alla media. Attualmente il controllo della velocità tramite Tutor è attivo su oltre 2.500 km di carreggiate (pari a circa il 40% della rete del Gruppo Autostrade per l'Italia) e ha permesso, nei primi 12 mesi di funzionamento, di registrare una significativa riduzione della velocità media (-15%) e della velocità di picco (-25%), determinando anche una netta diminuzione dell'incidentalità e delle conseguenze alle persone. Invece, su alcune Statali, c'è il “cugino” del Tutor, il sistema Vergilius. A giudizio di SicurAUTO.it, l'assenza del Tutor sulla Brebemi è uno scandalo. Perché non utilizzare un sistema che fa calare gli incidenti? Siamo o no orientati a dimezzare i morti sulle strade come vuole l'Unione europea? C'è un guaio: ben sapendo che sulla Brebemi non c'è il Tutor, questa potrebbe essere preferita all'Autostrada A4 che corre in “parallelo” per viaggiare senza rispettare i limiti di 130 km/h: qui infatti c'è il Tutor.

UN RISCHIO CONCRETO – Come evidenzia l'Asaps (Amici Polstrada), sull'A4, il Tutor vigila sul 72 per cento del tracciato, funzionando da deterrente, e facendo aumentare la sicurezza stradale. In un solo anno di attività, ha ridotto gli incidenti complessivi del 36,4 per cento, quelli con feriti del 47,4 e la mortalità addirittura del 72,5. Nei tratti in cui il Tutor è in funzione, la riduzione della velocità media è stata del 15 per cento mentre la velocità di picco è scesa del 25. Il Codacons intanto ha presentato un esposto diffidando ministero dei Trasporti e Anas dall'autorizzare l'apertura dell'autostrada se non sarà provvista del Tutor: questo in relazione alla necessità di garantire la massima sicurezza stradale sull'arteria, considerato che i dati ufficiali hanno dimostrato come il Tutor abbia abbattuto il numero di incidenti, morti e feriti. concorrenza sleale. Il Codacons ha presentato un esposto anche all'Antitrust, affinché faccia chiarezza su un altro aspetto: la presenza di Tutor sull'A4 e l'assenza sulla Brebemi potrebbe essere vista come una concorrenza sleale dei quest'ultima nei confronti della prima.

1 commento

Paoblog
9:42, 27 maggio 2014

Quanto leggo nell'articolo mi lascia veramente perplesso, perchè fosse per me installerei il Tutor ovunque sia possibile; preso atto che contribuisce in maniera significativa alla riduzione degli incidenti e, di conseguenza delle vittime, resta il fatto che è meglio questo sistema agli autovelox spesso piazzati ad arte per fare cassa, più che reale prevenzione.
*
Penso ad esempio a quelli posti subito dopo il limite di 60 kmh., in autostrada, nei pressi di cantieri, magari inattivi, dove in condizioni di traffico normali si può tranquillamente transitare a 90 kmh.

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