Nella classifica delle aziende green svettano le case auto

Quattro case automobilistiche occupano i primi cinque posti nella classifica delle aziende green

25 giugno 2014 - 17:28

Alcuni mesi fa vi avevamo raccontato della classifica dei cento marchi a più alto valore sul mercato mondiale, una graduatoria che era stata stilata dal sito specializzato Interbrand, in collaborazione con Deloitte. La prima azienda automobilistica si trovava al decimo posto, ma parlando invece di eco-sostenibilità il discorso è un po' diverso, ma andiamo con ordine. Questa particolare classifica che non considerava soltanto del valore azionario o dei beni a disposizione di ogni singola azienda, ma considerava anche il valore percepito e il potenziale di cui il marchio è capace. La classifica era globale, non teneva conto solamente dei marchi di automobili, così il primo posto era, quasi in maniera scontata, occupato da Apple, con un valore record stimato di 98 miliardi di dollari. Per la cronaca, al terzo posto si trovava Google e al terzo Coca-Cola, mentre la top ten era completata da alcune multinazionali come General Electric, IBM, Microsoft e Samsung.

LA METODOLOGIA – Ma come si può definire l'eco-sostenibilità di un marchio automobilistico? Secondo Interbrand, la si può ricavare osservando l'approccio al business aziendale, verificando se crea un valore a lungo termine, cogliendo le opportunità del mercato e combinando al meglio i rischi derivati dai flussi economici, dalle condizione ambientali e dall'impatto sociale. In senso strettamente commerciale, riguarda anche la creazione e il mantenimento di prodotti e servizi che riflettano il valore aggiunto in termine di eco-sostenibilità e di benefici per la collettività. Infine, più un azienda opera un business sostenibile, più questo diventa parte della sua immagine e porta dei benefici non solo ai suoi profitti ma anche ai consumatori, ai clienti e agli azionisti

LA PERCEZIONE E IL RISULTATO – Secondo Interbrand, un marchio deve essere “green “sia nella percezione che ne hanno le persone sia nelle performance effettive. Per questo per stilare la classifica è stata studiata una metodologia che considerasse entrambe gli aspetti. Il “Performance Score”, indicato in blu, deriva dall'analisi di 83 aspetti che riguardano le parti operative e produttive dell'azienda, mentre il “Perception Score” evidenziato in giallo, si basa sulle interviste realizzate con oltre 10.000 consumatori, interrogati su tutti gli aspetti che riguardano un marchio.

IL MONDO DELL'AUTO VINCE – Guardando la classifica dei marchi più “green “si nota una situazione abbastanza disomogenea, con un podio tutto automobilistico, formato da Ford, Toyota e Honda e un quarto posto appannaggio di Nissan. Quattro case auto, quindi, nei primi cinque. Un grande successo per l'industria automotive, peccato che per trovarne altre due, BMW al tredicesimo posto e Volkswagen al sedicesimo, sia necessario considerare la Top20. Andando alla ricerca delle prime dieci case auto la situazione peggiora ancora: considerando i primi trenta brand se ne trovano sette (Mercedes alla piazza 24), mentre solo allargando la vista ai primi quaranta brand green si completa la Top 10, con Chevrolet, Kia e Hyundai, rispettivamente alle piazze 32, 35 e 40. Il perché di questo grande distacco sta sicuramente nella strategia di prodotto, con i tre brand giapponesi che da anni puntano forte su trazione elettrica e ibrida. Per Ford, invece, il discorso è diverso. Non abbiamo controprove, ma ci viene da pensare che la strategia di usare la parola “Eco” un po' ovunque, alla fine paghi.

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