Il narcotest per automobilisti ha una percentuale di oltre il 50% di falsi positivi. E oltre a essere poco attendibile, è anche antieconomico: ogni test costa 23 euro. E' questo il dato shock...

17 giugno 2009 - 10:27

Il narcotest per automobilisti ha una percentuale di oltre il 50% di falsi positivi. E oltre a essere poco attendibile, è anche antieconomico: ogni test costa 23 euro. E' questo il dato shock presentato a Roma dal dirigente della Regione Piemonte, sezione Polizia Locale, Stefano Bellezza, al convegno del progetto europeo CAST sulla “valutazione dell'efficacia delle campagne per la sicurezza stradale”.

Il Piemonte, ha spiegato Bellezza, ha svolto il primo controllo sistematico random su strada eseguito in Italia esclusivamente dedicato al contrasto della guida sotto l''influenza di sostanze psicoattive. E i risultati sono stati sorprendenti. Le persone fermate sono state 3.414, quelle sottoposte a pretest per sostanze stupefacenti 1.659. Di queste, i positivi a una sostanza stupefacente (cocaina, amfetamine, cannabinoidi, oppiacei, ecstasy), sono stati 142 (8,55%), ma solo 62 (3,67%) sono stati gli automobilisti confermati positive dalle Asl. Ottanta sono risultati dunque i falsi positivi, ovvero il 56% del totale controllati.

E' forse per questi due motivi (inattendibilità e costi), che sulle strade si fa sempre meno uso del test on-side per l'individuazione delle sostanze psicoattive, ma si preferisce puntare sulla repressione del fenomeno dell'abuso da alcol, i cui test alcolemici sono precisi, a costi contenuti e ormai collaudati. Non a caso i controlli per la guida in stato di ebbrezza sono passati da circa 250.000 nel 2006 a 800.000 nel 2007 e quasi 1,4 milioni nel 2008.

La sicurezza sulle strade costituisce ancora un'emergenza. Secondo le statistiche dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), gli incidenti stradali continuano ad uccidere 1,2 milioni di persone all'anno nel mondo e a causare tra 20 e 50 milioni di feriti. Oltre il 90% delle vittime delle strade è registrata nei Paesi a basso-medio reddito dove circola solo il 48% dei veicoli. Circa la metà delle vittime della strada sono inoltre i più “vulnerabili”, ossia i pedoni, i ciclisti ed altri utenti delle due-ruote In Italia circa 56 pedoni ogni giorno sono coinvolti in incidenti stradali riportando ferite più o meno gravi, e quasi 2 al giorno perdono la vita. Secondo l'Oms, i tassi di mortalità degli incidenti stradali in molti Paesi ad alto reddito si sono stabilizzati o sono diminuiti, ma le ricerche sembrano indicare che, nella maggioranza del mondo, i decessi aumentano e, se niente sarà fatto per bloccare tale evoluzione, il numero di morti sulle strade potrebbe raggiungere i 2,4 milioni all'anno entro il 2030 e diventare la quinta causa di decesso. I tassi di mortalità più alti sulle strade sono registrati nei Paesi del Mediterraneo orientale e in Sudafrica. I più bassi in paesi ricchi come l'Olanda (4,8 per 100 mila abitanti) o il Regno Unito (5,4).

In Italia – 43 milioni di veicoli registrati – il tasso è a 9,6 e, per il dirigente del Ministero dei Trasporti, ingegner Pietro Marturano, gli incidenti stradali costituiscono “una delle principali emergenze sanitarie del Paese”. Nel 2007, infatti, l'Istituto nazionale di statistica ha rilevato, sul territorio nazionale, 230.871 incidenti, 5.131 decessi, 325.850 feriti. L'Istituto superiore di sanità stima che almeno il 30% di questi (1539), sia causato dall'uso di alcol e droghe e che il 22% (1128), da “colpo di sonno”. Circa 13.000 gli invalidi gravi conseguenti ad incidente stradale, con oltre 1.000.000 di accessi al pronto soccorso.

Il relativo costo globale per la collettività è stimato in oltre 30 miliardi di euro/anno, circa il 2,5% del Pil nazionale. Pierangelo Sardi, consigliere del Cnel che sta lavorando al parere sulla IV Relazione del Governo al parlamento sullo stato della sicurezza stradale in Italia, ha sollevato “il problema della mobilità nelle nostre aree urbane, le uniche ad avere la stessa pericolosità di quelle extraurbane, mentre negli altri Paesi il pericolo nel muoversi in città è meno della metà del resto del territorio”.

Ma si può fare qualcosa per ridurre la strage sulle strade? Il Libro bianco europeo sulle politiche dei Trasporti ha stabilito la riduzione, entro il 2010, del 50% dei decessi dovuti ad incidenti stradali. Una ricerca europea del progetto Cast (Campaigns and Awareness-raising Strategies in Traffic Safety), ha svelato che un isolato aumento dei controlli delle forze di polizia può contribuire ad una riduzione del 6% (240 morti). Se queste campagne mass mediatiche sono associate ad un incremento dei controlli di polizia, la mortalità evitabile raggiunge il -12,7% (360 vite). Quando si sommano le campagne mass mediatiche ed i controlli di polizia all'education (interventi educativi in ambito scolastico), le morti evitate diventano 780, -14,2%. Con campagne mass mediatiche più controlli di polizia più education più interazione personale con la popolazione (personally directed campaign: un esempio per tutti, la polizia durante i controlli davanti alle discoteche associa interventi educativi), la mortalità può scendere a -39,3%, 2370 vite salvate, quasi la metà dei morti annui in Italia.

Fonte: Repubblica.it

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