Napoli, la pista ciclabile entra nella stazione di servizio!

Il Comune di Napoli disegna una pista ciclabile che, però, entra pericolosamente in una stazione di servizio

15 novembre 2012 - 7:02

La cosa può fare inizialmente sorridere, ma – passata la voglia di ironizzarci su – non resta che fare riflessioni amare sulla questione. Parliamo della pista ciclabile di Napoli, nata in teoria per migliorare la sicurezza di chi va in bici. Già, il fatto è che la creatività degli amministratori locali non ha avuto limiti.

INAUGURAZIONE – Come riporta Repubblica.it, il Comune di Napoli ha dato risalto all'apertura della ciclabile: centinaia di ciclisti hanno inaugurato con il sindaco De Magistris e parte della Giunta il percorso cittadino realizzato dall'amministrazione. La pista misura 20 chilometri e va da Bagnoli a piazza Garibaldi, anche se i  cittadini e sportivi assieme al sindaco hanno percorso 16 chilometri ovvero dalla stazione cumana di Fuorigrotta a Castel dell'Ovo. Per l'occasione, sono stati schierati dal Comune Vigili a ogni incrocio e sotto il tunnel Quattro giornate, in modo da facilitare il passaggio al gruppo. Il problema è che quella realizzata a tra Bagnoli e piazza Garibaldi non è un percorso agevole per i ciclisti. Lo testimonia anche il video in basso: su viale Kennedy, i ciclisti si sono imbattuti nella singolare protesta del gestore della stazione di servizio che si è visto tracciare la ciclabile proprio nella corsia adibita al rifornimento delle vetture. Incredibile: proprio in questo periodo in cui si intende chiudere gli impianti incompatibili, e quelli non attrezzati di self, l'amministrazione di un Comune traccia un percorso ciclabile che si interseca con una stazione di servizio. Il guaio è duplice, sia per i ciclisti sia per il gestore.

PASTICCI – Come si diceva all'inizio, così passa la voglia di sorridere, e ci si mette le mani nei capelli, e le cose peggiorano se si pensa che in altre zone la pista ciclabile occupa il marciapiede dei pedoni, come denuncia un lettore del Mattino: “Per non parlare poi dei distacchi assurdi che ci sono in prossimità di incroci, addirittura la pista a viale Kennedy si ferma poiché è presente un cavalcavia che ingombra il marciapiede. Ridicolo il progetto, ridicola la pista che avrebbe dovuto dare un tocco di classe alla città e non far ridere tutto il mondo”. Mentre alla Duchesca il percorso è sepolto da auto e moto: leggi qui. Secondo il consigliere municipale Enrico Cella (Pdl), gli addetti alla viabilità che stavano disegnando il percorso “alla domanda da parte dei cittadini residenti di cosa si stessero occupando, gli stessi hanno risposto: siamo su Scherzi a Parte”. Il consigliere Cella spiega: “In via Duchesca, la corsia veicolare è occupata perennemente da veicoli in sosta selvaggia, il manto stradale presenta avvallamenti, buche e in alcune parti anche sprofondamenti. Sarebbe stato opportuno impegnare le risorse per un intervento di riqualificazione della strada”.

CAOS – E ancora: tratti accidentati (vedi foto), 21 interruzioni da Via Agnano a Viale Kennedy, e in Piazzale Tecchio, 10 su Viale Augusto e 6 sulle strisce pedonali. Nel tratto flegreo del capoluogo campano, percorrere 200-300 metri di fila con la bicicletta (3-4 minuti) si può solo in un paio di tratti. Per giunta, è difficile decifrare le scritte, con le C rovesciate che significano zero, il 3 che vuol dire B, la A senza stanghetta centrale. Resta da domandarsi se, dietro il trambusto mediatico sollevato da questa pista ciclabile, ci sia davvero solo un obiettivo, quello di migliorare la sicurezza stradale, specie di utenti deboli di chi va in bici; oppure se si nasconda il desiderio di catturare le simpatie dei futuri elettori, quando andranno alle urne. Comunque, c'è tempo e modo per rimediare: le strisce vanno ridisegnate. Paga il contribuente, questo è ovvio…

 

 

 

 

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