Multe, si cambia: ricorsi più facili

FIRENZE - Niente più cauzione per l'automobilista che ricorre al giudice di pace per contestare una contravvenzione al codice della strada. Una sentenza della Suprema corte, applicabile a tutte...

20 aprile 2004 - 14:52

FIRENZE – Niente più cauzione per l'automobilista che ricorre al giudice di pace per contestare una contravvenzione al codice della strada. Una sentenza della Suprema corte, applicabile a tutte le multe comminate dal 13 agosto 2003 ad oggi, ha dichiarato infatti l'incostituzionalità della parte dell'articolo 204-bis del codice della strada che obbligava il ricorrente a versare alla cancelleria del giudice di pace una cauzione pari alla metà del massimo della sanzione contestata.

Una cifra che spesso era più elevata dell'importo della stessa multa comminata, ma che era indispensabile versare, pena l'inammissibilità della richiesta. Ricorrere, dunque, è diventato indubbiamente più facile, anche se occorre soppesare bene l'opportunità (vedi intervista) prima di prendere una decisione.

Chi ritiene di aver subito una sanzione ingiusta ha comunque a disposizione due strade: può presentare opposizione in prefettura oppure presentare istanza, senza più obbligo di cauzione, al giudice di pace. Chi sceglie la prima via deve però fare attenzione: in caso di esito negativo si vede automaticamente raddoppiare la sanzione.

Dall'agosto scorso ad oggi, momento in cui era stato introdotto l'obbligo della cauzione, i ricorsi al giudice di pace sono crollati: a Livorno sono diminuiti del 40%, a Prato del doppio, a Firenze del 25/30 per cento.

«La diminuzione è stata sensibile – afferma Riccardo Pucciarelli, comandante dei vigili urbani di Livorno – ma adesso prevedo che si tornerà rapidamente alla situazione precedente. Il ricorso al giudice di pace resta infatti il rimedio prediletto degli automobilisti arrabbiati. Ritengo comunque molto corretta la sentenza della Corte, in quanto l'obbligo del pagamento della cauzione metteva in discussione il diritto alla difesa del cittadino».

Anche Marco Nieri, comandante a Prato, si attende un'ulteriore impennata dei ricorsi, mentre per il suo collega fiorentino Alessandro Bartolini la flessione verificatasi nel 2003 (1.600 ricorsi al giudice di pace contro i duemila dell'anno precedente) verrà rapidamente recuperata.

«Ma i nostri uffici – assicura – sono pronti ad affrontare la maggiore mole di lavoro». Secondo il comandante fiorentino, il giudice di pace sarà sempre più spesso l'approdo degli automobilisti. «Abbiamo già visto – afferma – tra la fine del 2002 e l'inizio dell'anno scorso che il ricorso per via giurisdizionale cresce molto di più di quello tradizionale per via amministrativa».

Dall'esperienza fiorentina emerge, è sempre Bartolini a sostenerlo, che i vigili (e le altre forze dell'ordine) hanno la meglio nel 60 per cento dei casi in Prefettura e in poco più del 50 quando si presentano di fronte al giudice di pace.

«Si tratta di un dato solo in apparenza negativo – chiarisce Bartolini – se si considera che ogni anno eleviamo circa 500mila verbali e che i ricorsi rappresentano, complessivamente, circa il 3 per cento. Quindi, il prefetto o il giudice di pace dà torto a noi vigili in poco più dell'uno per cento dei verbali».

Approfondimento: http://www.kataweb.it/detail.jsp?channel=portale&id=497440

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