Multe Roma: il sindaco Marino raddoppia!

Due macchine, una Panda rossa e un'auto bianca, tutt'e due riconducibili al sindaco e parcheggiate in divieto...

14 novembre 2014 - 9:00

Non si placano le polemiche sul caso Ignazio Marino, il sindaco di Roma. Dopo la vicenda dei permessi ZTL, che il sindaco non ha chiarito (pare abbia tenuto una vettura in sosta per un anno e mezzo al Senato malgrado non fosse più senatore, e sembra sua entrato varie volte nella ZTL pur senza permesso), due macchine, una Panda rossa e un'auto bianca, tutt'e due riconducibili al sindaco, sono state pizzicate in divieto di sosta. La Panda era parcheggiata in via di Santa Chiara, nei pressi del Pantheon, a pochi metri da un segnale di divieto permanente di sosta, e inoltre a bloccare la vetrina di un locale. E quel parcheggio selvaggio non è un abuso di poche ore notturne: un sito (lultimaribattuta.it) pubblicherà poi le foto scattate dai cittadini che ritraggono quell'auto in quella stessa posizione in diverse ore del giorno. È il consigliere regionale del Lazio Fabrizio Santori ad accendere la miccia: l'altroieri, “abbiamo fatto una manifestazione per i Marò a Montecitorio e poi siamo andati in zona Sant'Eustachio dove abbiamo visto verso le 22.40 una macchina bianca con dentro il sindaco. Siamo arrivati là e abbiamo visto che saliva a casa. A questo punto abbiamo notato, in via di Santa Chiara, la famosa Panda rossa del sindaco in sosta vietata: tra l'altro, c'era un cartello ben visibile che specificava come il divieto fosse permanente. Poi, abbiamo visto l'altra macchina bianca, con cui era arrivato Marino, in piazza dei Caprettari, parcheggiata su uno stallo per i disabili”.

SECONDA PUNTATA – A questo punto, il consigliere ha chiamato i vigili urbani “ma dopo una mezz'ora è stata spostata in fretta e furia la Panda rossa, mentre l'altra macchina bianca subito dopo. Quando sono arrivati i vigili non c'erano più”. Già, ma le prove di tutto questo? “La scena è stata ripresa dalle Iene”. Intanto sono stati disposti dalla procura e saranno eseguiti dalla sezione reati informatici del Nucleo Investigativo dei Carabinieri ulteriori approfondimenti finalizzati a ricostruire il caso delle multe notificate al sindaco Marino. Gli esperti dovranno ricostruire tutti i passaggi della presunta intrusione nel sistema informatico denunciata dal sindaco. Il pm Nicola Maiorano, titolare dell'inchiesta, procede per accesso abusivo a un sistema informatico: è la difesa del Campidoglio. L'opposizione attacca: h non esiste nessun hacker. E adesso, stando alla maggioranza, non c'è stato un errore amministrativo sul rinnovo del permesso di accesso alla Zona a traffico limitato. Insomma, Marino è sempre più solo, in balìa di errori, omissioni, contraddizioni.

VA FATTA UNA DISTINZIONE – Per quanto riguarda il permesso ZTL, magari ci può stare che una persona abbia dimenticato. Ed è assurdo che un sindaco debba pure pensare, tra le mille cose, a rinnovarsi il permesso ZTL. Ma al di là di questa vicenda, le auto in divieto sono già una cosa diversa. Alla fine, quello che non convince del sindaco è forse il suo atteggiamento così rigido e inflessibile: sarebbe bastato ammettere qualche errore da parte propria o dei propri collaboratori, per gettare acqua sul fuoco. Sarebbe bastato pagare le multe e un garage (di tasca propria, ovviamente). Invece, con quel modo di fare che qualcuno potrebbe anche definire “da politico arrogante della prima Repubblica”, il sindaco si è infilato in un vicolo cieco, dal quale pare sempre più improbabile uscirne. La sua immagine, almemo sotto il profilo politico, ne esce indubbiamente danneggiata, e in aperto contrasto con le sue idee anti-automobile, che porta avanti da quando era in campagna elettorale. Un sindaco contro l'auto che si fa del male da sé con le auto: un paradosso. La legge del contrappasso.

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