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Multe: ricorrere al giudice di pace ora costa di più

Dal 6 luglio scorso, rivolgersi al giudice di pace per opporsi a una contravvenzione è più costoso del 10-12%. È una delle "sorpresine" dell'ultima ma

Multe: ricorrere al giudice di pace ora costa di più
Oltre al famigerato "superbollo" sulle vetture con potenza superiore ai 225 kW, nelle pieghe dell'ultima manovra finanziaria appena approvata per decreto (il n° 98 del 6 luglio 2011) c'è un'altra misura spremi-automobilisti che è passata quasi innosservata, ma che non mancherà di esercitare il suo effetto sulle tasche di chi guida.
AUMENTI DEL 10-12% Si tratta del rincaro del cosiddetto "contributo unificato" dovuto per i ricorsi al giudice di pace contro le contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada (ma anche per i ricorsi dovuti ad altri motivi). L'art. 37, comma 6 del decreto prevede sostanziosi rincari del  tributo: dal 10 al 12%. In termini pratici, per i ricorsi presentati a partire dal 6 luglio scorso la tariffa del contributo passa da 33 a 37 euro per le sanzioni di valore fino a 1.100 euro, da 77 a 85 euro per quelle oltre i 1.100 euro e fino a 5.200 euro e, infine, da 187 a 206 euro per quelle oltre i 5.200 e fino a 26 mila euro. Il contributo è l'unico tributo da pagare solo per i ricorsi il cui valore è inferiore a 1033 euro. Oltre questa soglia, ai costi bisogna aggiungere anche quelli dei vari bolli governativi.
È IL SECONDO RITOCCO Dopo l'istituzione del contributo unificato, entrato in vigore il 1° gennaio 2010 in virtù della legge finanziaria 191 del 23 dicembre 2009 (prima il ricorso al giudice di pace era del tutto gratuito), si tratta già del secondo aumento del fastidioso balzello. Già il 31 luglio 2010, quindi a soli otto mesi dall'approvazione della legge che l'aveva istituito, era scattato un primo ritocco. Insomma, continua a crescere il "pressing" governativo sui contribuenti nel tentativo di introitare denaro per iempire la voragine pubblica.

Pubblicato in Sentenze e Leggi il 28 Luglio 2011 | Autore: Alessandro Vai


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