Multe non pagate: Equitalia riscuoterà ancora per i Comuni

L'ennesima proroga rimanda al 30 giugno 2015 la fine della riscossione coatta delle multe non pagate. I Comuni ringraziano

16 dicembre 2014 - 10:00

Quando si tratta di multe, i Comuni alla fine la spuntano sempre. Si va dal caso di Milano che non rispetta i termini di legge per notificare i verbali (nonostante i richiami da parte del ministero dell'Interno e del ministero dei Trasporti), passando per la spartizione dei proventi da autovelox (dal 2010 si attende il decreto che imponga ai Comuni di dividere la “torta” degli incassi coi proprietari delle strade) fino alla riscossione delle multe. Riguardo a quest'ultimo aspetto, dal 2011 i Comuni continuano a ricevere proroghe a loro favore: siccome non sono pronti a fare da sé, allora possono ancora avvalersi di Equitalia per riscuotere coattivamebte le vecchie ammende non pagate. E adesso, come segnala poliziamunicipale.it, ecco l'ennesima (e molto discutibile) proroga. Addirittura al 30 giugno 2015.

PER ORA È UN DISEGNO LEGGE – Sta tutto scritto disegno di legge di stabilità S 1698: prevede una nuova proroga per Equitalia per la riscossione coattiva delle entrate dei Comuni. Infatti, il termine del 31 dicembre 2014 previsto dall'articolo 10, comma 2-ter, del decreto legge numero 35 dell'8 aprile 2013 viene spostato al 30 giugno 2015. Questo è il testo attualmente vigente: “Al fine di favorire il compiuto, ordinato ed efficace riordino della disciplina delle attività di gestione e riscossione delle entrate dei Comuni, anche mediante istituzione di un Consorzio, che si avvale delle società del Gruppo Equitalia per le attività di supporto all'esercizio delle funzioni relative alla riscossione, i termini di cui all'articolo 7, comma 2, lettera gg-ter), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, sono stabiliti inderogabilmente al 30 giugno 2015”.

LE TAPPE DELLA VERGOGNA – Queste proroghe a favore dei Comuni sono un po' lo specchio della nostra scadente classe politica. State a sentire la penosa telenovela. Il decreto sviluppo del Governo Berlusconi, nel giugno del 2011, fece uscire Equitalia dalla collaborazione con i sindaci, stoppando l'applicazione ordinaria degli strumenti esecutivi per tutti i debiti tributari sotto i 2.000 euro. Si andò poi di proroga in proroga da parte dei vari Esecutivi, a favore dei Comuni. Infatti, la riscossione a ruolo degli enti locali vale un miliardo e mezzo l'anno, ma molti pagano i verbali perché sanno che l'amministrazione pubblica può – tramite Equitalia – convincere i riottosi a sdebitarsi. Senza Equitalia, le cose cambierebbero, molti furbi farebbero finta di non aver mai ricevuto il verbale, e il mancato incasso sarebbe elevatissimo. Invece, nel maggio 2013, una modifica al decreto legge sui debiti della pubblica amministrazione ha prorogato di altri sei mesi la riscossione coattiva di tutti i tributi da parte di Equitalia per conto dei Comuni che hanno affidato il servizio alla società. Dopodiché, è arrivata un'altra proroga.

NON SI ATTREZZANO – La verità è che i Comuni sono incapaci di scegliere un partner diverso da Equitalia, e questo dà la misura della pochezza dei politici a livello locale. Pochi enti si sono attrezzati con ditte esterne e la riscossione deve essere fatta con ingiunzione fiscale. È una normativa del 1910 che prevede un procedimento laborioso, costi immani e soprattutto un lavoro enorme con un carico di insoluti e trasferimento, in caso di mancato pagamento, direttamente davanti ai Tribunali dove instaurare un procedimento di decreto ingiuntivo. I Comuni dal 2011 sanno che Equitalia non li avrebbe più aiutati. Ma sanno pure che c'è sempre un Governo pronto ad aiutarli in fatto di multe e riscossione degli arretrati…

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