BOLZANO. La Provincia, oltre alla competenza sulla manutenzione delle strade anche statali, vuole pure i soldi delle multe erogate da Carabinieri, Polizia e Polstrada. In tutto si tratta di circa...

23 settembre 2003 - 11:01

BOLZANO. La Provincia, oltre alla competenza sulla manutenzione delle strade anche statali, vuole pure i soldi delle multe erogate da Carabinieri, Polizia e Polstrada. In tutto si tratta di circa cinque milioni di euro (una decina di miliardi delle vecchie lirette) che gli altoatesini pagano all'anno per le loro più o meno gravi infrazioni al Codice della strada. Ed è proprio contro la legge di riforma di quest'ultimo che la Provincia ha presentato ricorso alla Corte costituzionale.

La decisione della giunta provinciale quindi solleva una serie di obiezioni di carattere giuridico, ma punta direttamente alla sostanza della questione: i milioni di euro, e non sono pochi purtroppo, che gli altoatesini versano annualmente per pagare i verbali di contravvenzione al Codice della strada loro elevati dalle pattuglie di Polstrada, Polizia e Carabinieri.

La riforma del Codice – approvata dal governo con la legge n. 214 lo scorso primo agosto – ha introdotto la patente a punti e l'inasprimento delle sanzioni nei confronti degli automobilisti indisciplinati, ma ha previsto pure, per la prima volta, che il denaro raccolto con le multe dai vigili urbani debba finire nelle casse dei Comuni, ma soprattutto che quel frutto delle polizie locali vada alle Province ed alle Regioni di competenza.

«Bene – ha sottolineato così ieri il presidente Durnwalder – il principio lo condividiamo, ma non vediamo per quale ragione noi che ci siamo assunti la manutenzione ordinaria e straordinaria anche di tutte le strade statali, ma che non abbiamo polizia locale, non possiamo essere di conseguenza i beneficiari, al pari dei Comuni, delle sanzioni erogate sulle nostre strade da Carabinieri, Polstrada e Polizia.

E sia chiaro – ha proseguito Dyurnwalder – che non si tratta di un'iniziativa, una sorta di primo passo per avere anche noi la nostra polizia provinciale, scelta che per ora non abbiamo alcun'intenzione di abbracciare, almeno finché non ci sarà vera chiarezza sul progetto del governo che per ora è tutto meno che ben definito».

E allora vediamo a cosa punta, nel concreto, questo ricorso alla Corte costituzionale deciso dalla giunta provinciale. Il conto è presto fatto: si tratta di oltre cinque milioni di euro all'anno, circa dieci miliardi delle vecchie lirette.
Nelle casse comunali finiscono infatti oltre un milione di euro l'anno per le multe erogate da vigili urbani, mentre in quelle provinciali dovrebbero finire gli oltre tre milioni di euro dei verbali elevati dalla Polstrada, i circa quattro milioni di euro per le multe dei Carabinieri e i tre per quelle della Polizia. E le cifre sono ufficiose quanto indicative considerato che tutte le istituzioni interessate sottolineano come il loro “obiettivo non sia quello di far cassa quanto quello di garantire la sicurezza dei cittadini reprimendo dove necessario i comportamenti pericolosi”.

Attualmente la contabilità di tutte le multe erogate dagli organi di polizia statali finisce direttamente al Commissariato del governo così come tutte le segnalazioni sui ritiri delle patenti di guida. «Anche su questo aspetto – ha infine sottolineato Durnwalder – noi abbiamo la competenza diretta sulla motorizzazione civile ma non riceviamo le segnalazioni degli avvenuti ritiri di patente: una situazione contraddittoria che va risolta al più presto per garantire al settore quell'organicità necessaria anche nel momento della repressione».

Fonte: Alto Adige

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