Multe: in 6000 Comuni da lunedì niente riscossione?

Facciamo chiarezza sulla riscossione delle multe che potrebbe cessare in 6000 Comuni dal prossimo lunedì

17 maggio 2013 - 0:05

Brutta botta per 6000 degli 8000 Comuni italiani: da lunedì, come riporta Il Sole 24 Ore, potrebbero non riscuotere le multe. Equitalia, l'agente nazionale della riscossione che raccoglie le entrate anche per i Comuni, ha scritto nei giorni scorsi ai sindaci per chiedere di non inviare più ruoli dal 20 maggio 2013.

STOP ATTIVITÀ PER GLI ENTI LOCALI – Il fatto è che dal 1° luglio, per legge, Equitalia cessa le attività di riscossione per gli enti locali: le nuove cartelle non potrebbero arrivare in tempo alla riscossione, trasformandosi solo in spese a favore di Equitalia. Il decreto Sviluppo del Governo Berlusconi, nel giugno del 2011, fece uscire Equitalia dalla collaborazione con i sindaci, stoppando l'applicazione ordinaria degli strumenti esecutivi per tutti i debiti tributari sotto i 2.000 euro. Come possono trovare una soluzione i Comuni? In pochi hanno in mano l'alternativa a Equitalia, in quanto sono impossibilitati a costituire società strumentali. Al contrario, devono cedere a privati quelle che hanno entro il 30 giugno, oppure chiuderle entro fine anno.

VINCONO I FURBI – Così, i furbi che non pagano le multe la fanno franca. Quanti soldi ballano? Difficile capire quanto ci perdano i Comuni. Comunque, la riscossione a ruolo degli enti locali vale un miliardo e mezzo l'anno, ma molti pagano i verbali perché sanno che l'amministrazione pubblica può – tramite Equitalia – convincere i riottosi a sdebitarsi. Senza Equitalia, le cose cambierebbero, molti furbi farebbero finta di non aver mai ricevuto il verbale, e il mancato incasso sarebbe elevatissimo. Basti pensare che i Comuni incassano oltre un miliardo di euro l'anno, su verbali per 1,4 miliardi. Solo per fare un paio di esempi, Roma ha incassato 130 dei 300 milioni accertati (il 43,3%), ma a Catania solo il 20,7%. Percentuali che, senza Equitalia, crolleranno.

ATTENTI ALLA SICUREZZA STRADALE – Occhio adesso ai riflessi negativi sulla sicurezza stradale: può darsi che i furbi intendano correre a più non posso infischiandiosene dei controlli e dei semafori rossi, nonché dei divieti di sosta. Perché è pur vero che molti Comuni fanno cassa con le multe, ma ci sono pure automobilisti che scambiano le città per piste da corsa. Oppure, chissà, questa potrebbe davvero essere la volta buona che i Comuni utilizzano gli strumenti elettronici come macchinette succhiasoldi, e iniziano davvero a educare, sensibilizzare, prevenire, a partire dalla qualità dell'asfalto, sino a una maggiore presenza di Vigili sul campo. Comunque, anche i furbi, non pagando le multe corrono qualche rischio: nulla vieta di procedere all'invio di una cartella esattoriale ad anni di distanza dal mancato pagamento.

UN BEL MISTERO – Roberto Benigni, segretario regionale Marche dell'Anvu, l'Associazione professionale della Polizia locale d'Italia (molto attiva nel campo della sicurezza stradale), ci spiega “Il problema nasce dal termine del rapporto tra Equitalia e i Comuni, fissato dalla Legge nel 30 giugno 2013. Pochi enti si sono attrezzati con ditte esterne e la riscossione deve essere fatta con ingiunzione fiscale. È una normativa del 1910 che prevede un procedimento laborioso, costi immani e soprattutto un lavoro enorme con un carico di insoluti e trasferimento, in caso di mancato pagamento, direttamente davanti ai Tribunali dove instaurare un procedimento di decreto ingiuntivo. Per questo, era meglio lasciare tutto a Equitalia”. Resta un fatto: i Comuni da tre anni sanno che Equitalia non li avrebbe più aiutati: e allora, perché non hanno fatto nulla per attrezzarsi e organizzarsi di conseguenza. Il dubbio è che sperassero in una proroga, o in un successivo decreto che annullasse il decreto precedente. In fondo, anche con gli incassi degli autovelox si salvano ormai da tempo immemore: si parla sempre di una norma che impedisca ai Comuni di fare cassa, regola che non arriva mai.

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