Multe, il Comune di Milano perde un ricorso su due

La denuncia del giudice di pace Dattolico. Mancato incasso di un milione. Parcheggi, Croci critica ausiliari e Atm.A Milano contestare le multe dei vigili urbani davanti al giudice di pace...

7 dicembre 2007 - 23:05

La denuncia del giudice di pace Dattolico. Mancato incasso di un milione. Parcheggi, Croci critica ausiliari e Atm.

A Milano contestare le multe dei vigili urbani davanti al giudice di pace conviene. Indipendentemente dal fatto che il verbale sia fondato o meno. Per carenza di personale, infatti, il Comune non è in grado di difendersi in una causa su due. E solo in una su dieci riesce a essere rappresentato in aula da un proprio funzionario. Vito Dattolico, coordinatore dei giudici di pace, osserva: «Quasi nella metà dei procedimenti il Comune nemmeno si costituisce come parte. Noi, quindi, dobbiamo valutare favorevolmente la richiesta del ricorrente e annullare la multa. Il giudice di pace è un magistrato, applica la legge in modo rigoroso. Non solo il Comune non si presenta in aula ma non riesce nemmeno a produrre documenti di difesa».

Insomma, non c´è e basta. Nel 2006, documenta il giudice di pace, i procedimenti di ricorso per violazioni del codice della strada sono stati 21.840 (circa il 90% per contestazioni della polizia locale). Quelli in cui l´amministrazione si è difesa, si legge nella relazione di rendiconto 2006 del Comune, sono 11.256. Quindi in circa novemila casi il giudice si è dovuto esprimere solo sulla base del ricorso del cittadino.

L´ufficio della polizia locale incaricato di difendere il Comune contro i ricorsi può contare su dieci funzionari. Otto sono impegnati, a suon di straordinari, a compilare documenti difensivi. In aula vanno appena in due, a fronte di una media, nel 2006, di 109 udienze giornaliere. Ogni funzionario, insomma, dovrebbe essere presente a 54 udienze al giorno, una missione impossibile.

E dire che se Palazzo Marino riuscisse a difendersi in dibattimento avrebbe la possibilità di risparmiare. Quanto? Secondo una stima di Cgil, circa un milione e 200mila euro solo l´anno scorso. «Al di là delle cifre – spiega Dattolico – i problemi sono due. Da un lato, il Comune non presentandosi nega al cittadino il diritto costituzionale al giusto processo. Dall´altro, sempre più cittadini fanno ricorso contro le multe sperando di vincere per contumacia del municipio. E questo, sommato al continuo aumento del numero di verbali emessi, contribuisce a intasare i nostri uffici». Per farsi un´idea: nel 2001 i ricorsi al giudice di pace erano 5.532, saliti a 13.537 nel 2004 (il Comune è riuscito a difendersi in 6.600). Nel 2005 si arriva a 17.705 (con Palazzo Marino costituitosi solo in 12.205 cause) e l´anno scorso i procedimenti per infrazioni al codice della strada sono stati 21.840, il 28% di tutte le cause del giudice di pace.

Ma i funzionari del Comune non aumentano di numero. Marco Radaelli, della Cgil – Polizia locale, denuncia: «L´ufficio è stato abbandonato dal comando. In estate sono stati trasferiti tre funzionari, mai più rimpiazzati. Già in tredici era difficile lavorare, in dieci è impossibile» I vigili urbani fanno presente che, sul totale dei verbali emessi, un milione e 864mila nel 2006, la percentuale dei ricorsi è contenuta, e più o meno stabile negli anni. Ma i funzionari ammettono: «Per problemi di carenza di personale non riusciamo a stare dietro ai ricorsi». Maurizio Baruffi, capogruppo dei Verdi in consiglio comunale, attacca: «Alla faccia della certezza della pena: la maggioranza in Comune fallisce sul tema che propone come sua bandiera. Non è il Popolo della libertà, ma dell´impunità. Con le previste nuove assunzioni di vigili si dovrà coprire quell´ufficio».

http://milano.repubblica.it/dettaglio/Multe-fare-ricorso-conviene-il-Comune-perde-una-volta-su-due/1401405?ref=rephp

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