Multe e pedaggi: che schiaffoni

Dal 1° gennaio 2013, sono schizzati in alto gli importi delle multe e i pedaggi delle autostrade

4 gennaio 2013 - 6:46

Doppia stangata per gli automobilisti italiani: dal 1° gennaio 2013, sono aumentati gli importi delle multe e i pedaggi delle autostrade, così come previsto da norme precise, che non lasciano scampo al consumatore.

VERBALI – Le ammende per le violazioni al Codice della strada sono rincarate del 5,4%, rispettando l'articolo 195, secondo cui la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie è aggiornata ogni due anni in misura pari all'intera variazione, accertata dall'Istat, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti. Entro il 1° dicembre di ogni biennio, il ministro della giustizia, di concerto con i ministri dell'Economia e delle Finanze, delle Infrastrutture e dei Trasporti, fissa, seguendo i criteri di cui sopra, i nuovi limiti delle sanzioni amministrative pecuniarie, che si applicano dal 1° gennaio dell'anno successivo. Col nuovo Codice nato nel 1993, dal 1995 in poi c'è una mazzata per gli automobilisti. Da più parti, era stato invocato un blocco dei rincari: il Governo Monti avrebbe potuto intervenire con un Decreto specifico per stoppare gli aumenti, ma evidentemente il rialzo delle multe è indispensabile per il bilancio dello Stato e dei Comuni.

ALTRA BEFFA – E, come fa notare Maurizio Caprino sul blog Strade sicure, in questo ventennio, a colpi di adeguamenti, gli importi sono cresciuti del 59%; ma c'è un'altra beffa: “Quello che fa arrabbiare è l'aumento occulto che abbiamo iniziato a pagare dall'autunno del 2002, quando la riforma del Codice (legge 120/10) stabilì chiaramente che i noleggiatori di apparecchi di controllo non possono prendere compensi in percentuale rispetto al gettito delle multe. Infatti, da quel momento anche i Comuni più 'audaci' (o più sicuri dell'impunità) hanno iniziato a eliminare i compensi a percentuale, ma contemporaneamente hanno fatto lievitare i costi accessori: quelli di stampa delle foto, di individuazione del proprietario del veicolo e di stesura, stampa e spedizione (quest'ultima, poi, costerà 30 centesimi in più, con l'aumento delle tariffe postali) dei verbali. Un modo per recuperare il concetto di compenso a percentuale”. Quindi, volano anche le spese di notifica della multa a casa, da aggiungere sempre all'importo originario.

PEDAGGI – Puntuale come il Capodanno, sono scattati anche gli aumenti dei pedaggi delle autostrade: +2,91% la media nazionale, con rincari molto diversi a seconda della tratta. Anche in questo caso, c'è una norma che prevede l'adeguamento tariffario: sta tutto scritto nella convenzione che lega lo Stato (proprietario della rete autostradale) ai gestori. Una formula matematica consente alle concessionarie di alzare i pedaggi in rapporto (fra l'altro) agli investimenti effettuati. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministro dell'Economia e Finanze hanno spiegato che i rincari “sono concessi in applicazione delle normative vigenti e sono funzionali ad assicurare l'effettiva realizzazione degli investimenti posti a carico di ciascuna società concessionaria e a garantire il mantenimento della rete autostradale in condizioni di efficienza e di sicurezza per gli utenti”.

POLEMICHE – Sono stati sospesi gli incrementi tariffari relativi a 4 concessioni autostradali (Brescia-Verona-Vicenza-Padova, SATAP A4 e SATAP A21 e SAT), e autorizzati incrementi inferiori a quelli richiesti per altre 3 (Autostrade per l'Italia, ATIVA e Milano-Serravalle): “Tale decisione – ha detto il Tesoro – è stata assunta in via cautelativa, nell'attesa del perfezionamento delle procedure relative ai rispettivi piani economico-finanziari, attualmente in corso di definizione”. Subito, però, l'Aiscat (rappresenta i gestori autostradali) ha polemizzato, definendo questa decisione “incomprensibile”: ci sarebbe stata “scarsa attenzione nei confronti del mercato e degli investitori, dimostrata anche dal fatto che l'Esecutivo ha atteso l'ultimo giorno utile”. Le concessionarie autostradali per le quali gli aumenti sono stati bloccati, e alcune delle quali quotate, “valuteranno eventuali azioni legali a loro tutela”. L'Aiscat fa presente che la decisione del Governo non sarebbe coerente con l'impegno assunto dalle Società a fare investimenti per 40 miliardi di euro. Nel solo 2011, mette in risalto l'associazione dei concessionari, gli investimenti sono stati pari a oltre 2,2 miliardi di euro, superando quanto previsto dagli stessi piani finanziari, con un incremento di oltre il 10% rispetto all'anno precedente: “A fronte dell'impegno profuso da parte dell'intero comparto autostradale anche nel 2012 – lamenta l'Aiscat – risulta del tutto incomprensibile l'azione del governo, in forza della quale è stato sospeso per alcune concessionarie ogni adeguamento tariffario, ovvero è stato riconosciuto solo un parziale adeguamento, pur in presenza di rilevanti investimenti già realizzati. In particolare il metodo dell'ultimo giorno non appare assolutamente in linea con l'importanza derivante da dispositivi di questo genere”. Al di là della presa di posizione dell'Aiscat, da segnalare quanto Caprino evidenzia su Strade sicure, a proposito della convenzione gestori-Stato: “Quando fu introdotta, la formula fu salutata come un virtuoso price cap, cioè un automatismo che premia i migliori gestori perché consente aumenti maggiori a chi investe di più sull'infrastruttura e sulla qualità del servizio. In effetti, una parte della formula è legata proprio alla qualità, intesa come indice di rugosità dell'asfalto e tasso di incidentalità (e l'introduzione del Tutor si deve anche al fatto che così si può meglio battere cassa quando si chiedono al Governo i rincari di fine anno). Ma il resto della formula è un vero paracadute per il gestore. Infatti, tiene conto dell'inflazione reale, per cui ogni aumento dei costi viene recuperato in automatico. Conoscete molte altre imprese normali che godono di introiti proporzionali all'andamento dell'indice generale dei prezzi?”.

DOVE E QUANTO – In ordine alfabetico, ecco la mappa degli aumenti:

Asti Cuneo S.p.a. +7,2%
ATIVA – Autostrada Torino – Ivrea – Valle D'Aosta S.p.A. +0,82%
Autocamionale della Cisa S.p.A. +7,39%
Autostrada Brescia – Verona – Vicenza – Padova S.p.A. – sospeso
Autostrada dei Fiori S.p.A. +3,7%
Autostrada del Brennero S.p.A.+1,21%
Autostrade Centropadane S.p.A. +5,66%
Autostrade per l'Italia S.p.a. +3,47%
Autovie Venete S.p.A.+12,63%
CAV S.p.A. – Passante Mestre +13,55%
CAV S.p.A.- Tratte autostradali A4 +13,19%
Consorzio Autostrade Siciliane 0,%
Milano Serravalle Milano Tangenziali S.p.A. +1,16%
RAV – Raccordo Autostradale Valle D'Aosta S.p.A. +14,44%
SALT – Autostrada Ligure – Toscana S.p.A. +3,93
SAM – Autostrade Meridionali S.p.A. 0,
SAT – Autostrada Tirrenica S.p.A sospeso
SATAP S.p.a. A4 sospeso
SATAP S.p.a. A21 sospeso
SAV – Autostrade Valdostane S.p.A.+11,55%
SITAF – barriera di Avigliana +6,65%
SITAF – barriera di Bruere +4,90%
SITAF – barriera di Salbertrand +6,15%
Strada Dei Parchi S.p.a. +7,56%
Tangenziale Napoli S.p.A. +3,59%
Torino-Savona S.p.A. +2,24%.

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