Multe da record a Pieve: 58 mila in 2 settimane e il caso diventa mondiale

Nella città italiana con più multe che abitanti il finto autovelox fa scalpore anche all’estero: le auto sfrecciano in centro a 130 km/h

Multe da record a Pieve: 58 mila in 2 settimane e il caso diventa mondiale
Gli autovelox saranno anche l'invenzione più odiata dagli automobilisti, ma quando si tratta di fare multe sacrosante per garantire la sicurezza degli utenti della strada il caso di Pieve di Teco (Imperia) potrà essere l'esempio lampante. In due settimane di test di un finto autovelox montato dal Comune sono state registrate l'equivalente di circa 290 infrazioni per ogni abitante della piccola frazione. Il caso è così eclatante da aver scomodato anche la BBC che ha riportato la notizia oltremanica. Ma oltre al clamore dell'evento che il Comune ha denunciato pubblicamente, c'è un grosso problema di sicurezza stradale se le strade del centro vengono sistematicamente percorse sfrecciando a oltre 100 km/h.

IL POST FACEBOOK DEL COMUNE PRO L'AUTOVELOX

Se in molti comuni l'autovelox è usato per rifocillare le casse piuttosto che correggere comportamenti pericolosi al volante, non si può certo dire che il sindaco di Pieve di Teco abbia torto a volere a tutti i costi l'installazione degli autovelox in città. Ma la cosa surreale è che nella sola frazione di Acquetico è stata registrata una velocità superiore al limite di 50 km/h ben 58.568 volte in appena 2 settimane di sperimentazione di un misuratore di velocità. "Non si vuole far cassa con le multe ma tutelare l'incolumità delle persone e rendere il centro di Acquetico un posto sicuro" è il tono del post facebook con cui il Comune annuncia di voler dare una sterzata ai controlli su strada contro l'eccesso di velocità. Tra i dati delle rilevazioni pubblicati qui sotto bisogna notare la media di 122 km/h, indice del fatto che i passaggi ben oltre il limite non sono casi isolati, ma con 187 passaggi oltre i 90 km/h si può anche pensare che molti automobilisti siano stati beccati a velocità di poco superiore al limite di 50 km/h.

VELOCITA' 135 KM/H CON LIMITE A 50

Considerate le caratteristiche della strada è molto probabile che a sbriciolare i limiti con punte fino a 135 km/h siano stati motocicli, ma cambia poco rispetto al rischio denunciato dai cittadini in quel tratto da diverso tempo. Il punto in cui è stato installato il misuratore di velocità infatti è proprio a ridosso di un attraversamento pedonale e nei pressi di una chiesa. "Di fronte ai dati raccolti l'attuale amministrazione ha cercato di muoversi prima che un eventuale pedone rischi di essere investito da un auto sfrecciante a 135km/h, magari alle 16:19 di un pomeriggio qualunque. Speriamo che questi misuratori di velocità possano essere un valido deterrente per gli automobilisti e che possano giovare ai cittadini di Acquetico." È il commento pubblico del Comune che annuncia un periodo di multe a pioggia.

PERCHE' NON I DOSSI ARTIFICIALI

Mentre sorgono domande sulla reale utilità dell'autovelox "non per fare cassa", molti si chiedono anche se non sarebbe più economico installare dei dossi artificiali rallentatori. Ma bisogna considerare che l'articolo 42 del Codice della Strada stabilisce precise caratteristiche per i dossi artificiali che devono essere:
  • per limiti di velocità pari od inferiori a 50 Km/h larghezza non inferiore a 60 cm e altezza non superiore a 3 cm;
  • per limiti di velocità pari o inferiori a 40 Km/h larghezza non inferiore a 90 cm e altezza non superiore a 5 cm;
  • per limiti di velocità pari o inferiori a 30 Km/h larghezza non inferiore a 120 cm e altezza non superiore a 7 cm.
 
C'è da considerare anche che l'impiego dei dossi artificiali è vietato sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento. Anche se poi in molti Comuni si adotta l'escamotage di abbinare ai dossi rallentatori gli attraversamenti pedonali, una condizione borderline per prendere due piccioni con una fava. E pensare che basterebbe rispettare semplicemente il limite tenendo un po' a bada il piede (o la mano per i motociclisti) sull'acceleratore.

Pubblicato in Attualità il 22 Novembre 2018 | Autore: Donato D'Ambrosi


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