Multe auto, 2 importanti vittorie del Codacons Abruzzo

Il Codacons Abruzzo patrocinando alcuni cittadini delle province di Pescara e Chieti ha contribuito a cristallizzare alcuni principi secondo i quali certe prassi sono illegittime. Una di queste...

11 Dicembre 2009 - 09:12

Il Codacons Abruzzo patrocinando alcuni cittadini delle province di Pescara e Chieti ha contribuito a cristallizzare alcuni principi secondo i quali certe prassi sono illegittime. Una di queste coinvolge il Comune di Pescara, condannato dal Giudice di Pace Giovanni Sangermani anche al pagamento delle spese legali (150 euro più accessori): il ricorso presentato dal proprietario di un’autovettura multata, tendeva a ottenere l’annullamento della cartella esattoriale ricevuta, in quanto già pagata dal conducente della medesima auto che, a sua volta, aveva ricevuto la stessa cartella esattoriale. Secondo il dottor Sangermani, l’art. 382 del regolamento di esecuzione del codice della strada stabilisce infatti che “l’amministrazione determina (cioè sceglie) quale tra i condebitori solidali è sottoposto ad esecuzione coattiva”.
 
 
“Non si può mandare la stessa multa a due persone”
“Salutiamo con viva soddisfazione la pronuncia del Giudice di Pace – dice il vicecoordinatore regionale del Codacons Abruzzo, Vittorio Ruggieri – poiché pone fine alla cattiva abitudine del Comune di Pescara di iscrivere a ruolo contemporaneamente il proprietario e il conducente dell'auto per la stessa multa stradale”.
 
 

 
Il secondo caso
Il secondo caso, sempre davanti al Giudice di Pace di Pescara, riguarda invece un cittadino francavillese che in conseguenza del rigetto del ricorso che aveva presentato contro una sanzione, riceve una nuova cartella esattoriale pari esattamente al doppio della multa più spese accessorie, perchè trascorsi i fatidici 60 giorni dalla data di notificazione del verbale. Il Codacons in questo caso ha rivendicato la riduzione della sanzione amministrativa all’ammontare originario in quanto la sentenza del primo Giudice (che convalidava il verbale di contravvenzione) non era più suscettibile di variazioni.
 
 
“Non si raddoppiano le multe contestate al Giudice di pace”
“Non può essere – continua Ruggieri – che il Giudice, stante la totale indipendenza di un organo giudiziario, sia condizionato dalle regole amministrative. Appare chiaro, infatti, che il raddoppio della sanzione scatti soltanto quando sia stato rigettato un ricorso fatto al Prefetto (D. Lgs 30/04/1992 n. 285 e art. 204 CDS) e non in caso di conferma del provvedimento da parte del Giudice di Pace (art. 204 bis comma 5 CDS). Questo significa che tutti quelli che hanno pagato cartelle esattoriali pari al doppio della multa originaria a seguito di rigetto del ricorso davanti al Giudice di Pace hanno 5 anni di tempo per farsi restituire la metà delle somme dall’ente che le ha incassate”.

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