Multe: affari d'oro per i Comuni

I Comuni applicano la tolleranza zero sulle infrazioni al Codice della strada per fare cassa

30 luglio 2012 - 6:00

Secondo i dati di un'indagine condotta dall'agenzia Adnkronos sui bilanci di previsione dei Comuni, nel 2012 gli Enti locali stanno facendo affari d'oro. La polemica è vecchia: da una parte i Comuni sostengono di dare le multe per migliorare la sicurezza stradale; dall'altra, un nutrito gruppo di automobilisti e di forum online sostiene che l'obiettivo dei Comuni sia solo quello di fare cassa coi verbali, per ripianare le uscite fortissime delle amministrazioni locali. Fatto sta che i numeri non lasciano indifferenti, specie se vengono collegati ai tagli della spending review voluti dal Governo Monti: c'è chi è portato a pensare che i Comuni si stiano regolando di conseguenza, con l'incremento delle multe per fare fronte a minori entrate.

CHE AUMENTI – Gli incassi del 2012 schizzeranno alle stelle. A Milano, in particolare, la previsione di aumento delle entrate per le sanzioni emesse dalla Polizia locale è del 12,8%, passando da 93 milioni di euro del consuntivo 2011 ai 105 milioni previsti per il 2012. A Bologna, nelle previsioni di bilancio del Comune è previsto un incasso di 52,4 milioni per il 2012. Quasi come Firenze, con multe per oltre 51 milioni nel bilancio preventivo 2012. Trento, 117mila abitanti, e Cittadella (Padova), 20.000 anime, puntano a 2 milioni di euro. Il gettito preventivato dal Comune di Pistoia, 90.000 abitanti, è di 6 miliono. Ad Avezzano (Aquila), 40.000 abitanti, si mira a 1,1 milioni, contro 11,4 milioni di Parma, 188.000 abitanti. A Piove di Sacco (Padova), 19.000 abitanti, previsione di incassi da multe più che raddoppiata: 690.000 euro, contro 350.000 del 2011. E in Italia, in media, nel più recente triennio, i Comuni appioppano 14 milioni di multe l'anno, 1.600 ogni ora. Sommando i ricavi assicurati dalle polizie locali (1,6 miliardi di euro) con quelli derivanti dall'azione di Polstrada e Carabinieri (400 milioni di euro), nelle casse dello Stato entrano 2 miliardi di euro l'anno. Si viaggia a 35 euro per ogni italiano, 100 euro a testa nelle grandi città.

DOVE VANNO I SOLDI? – Il guaio è che mancano i controlli sull'impiego del denaro incassato con le multe: si veda qui cosa scriveva SicurAUTO.it qualche mese fa: la Fondazione Luigi Guccione e l'Istituto internazionale per il consumo e l'ambiente hanno presentato, alla Camera, i risultati di un'indagine sull'utilizzo dei proventi delle contravvenzioni al Codice della strada da parte di 15 grandi città italiane nel quinquennio 2006-2010. L'elaborazione dei dati, effettuata dalla società di consulenza romana Ricerche e servizi per il territorio, indica che nel periodo considerato i Comuni esaminati hanno introitato dalle sanzioni le somma di 3,4 miliardi di euro, mentre nello stesso periodo lo Stato italiano ha speso, per il Piano Nazionale per la sicurezza stradale, solo 30 milioni di euro in media l'anno. L'articolo 208 del Codice della strada prevede che almeno il 50% dei proventi vadano reinvestiti in attività a favore della sicurezza e della prevenzione degli incidenti. Prescrizione spesso disattesa, perché i le verifiche sono scarse o nulli. E i Comuni non rispettano affatto in modo uniforme la ripartizione delle somme per i vari capitoli di spesa, anch'essa stabilita per Legge. Non solo: come abbiamo denunciato qui, la norma che impone ai Comuni di “girare” gli incassi da autovelox ai gestori delle strade c'è, ma non viene applicata perché da ormai due anni manca il Decreto ministeriale attuativo. La sconfitta del buon senso, visto che quel denaro dovrebbe essere poi utilizzato per migliorare le strade e quindi la sicurezza.

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