Motore alimentato ad ammoniaca: succede a Pontedera

Pont-Tech insieme con la Regione Toscana ha dato il via al progetto sperimentale "Savia? (Sitema di alimentazione di veicoli a idrogeno ed ammoniaca)

16 febbraio 2012 - 8:00

La Pont-tech, consorzio per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico, ha dato il via alla sperimentazione del primo veicolo ibrido a zero emissioni grazie anche al contributo degli enti locali che hanno creduto nel progetto.

LA SPERIMENTAZIONE – “Sono tre i progetti che affrontano a 360° le problematiche e le potenzialità dell'uso dell'idrogeno da cui deriva il veicolo ad ammoniaca” – ha dichiarato il direttore di Pont-Tech Giuseppe Pozzana -. Oltre al progetto 'Savia', sono stati infatti realizzati il progetto 'H2 – Filiera idrogeno' e il progetto 'NanocatGeo'. Tutto è nato da un'iniziativa promossa dal comune di Pontedera e dalla provincia di Pisa, condivisa e finanziata dalla Regione Toscana”. Il progetto “Savia”, di cui parleremo, ha visto la sua sperimentazione su un autocarro da 35 quintali utilizzato dalla nettezza urbana che, grazie ad un rivoluzionario motore ibrido, ha un'autonomia di 100 Km in modalità ibrida con velocità autolimitata a 70 Km/h. L'autonomia scende a 40 Km in modalità esclusivamente elettrica con una velocità autolimitata di 40 Km/h.

COME FUNZIONA – Il motore ibrido è composto da un motore elettrico le cui batterie sono caricate da un motore endotermico che utilizza come combustibile l'idrogeno proveniente dalla decomposizione dell'ammoniaca, precedentemente arricchita del 5%, ottenuta grazie ad uno speciale catalizzatore. Uno dei principali problemi dei motori alimentati ad idrogeno è sempre stata la difficoltà di stoccaggio del gas; a questo problema si è posto rimedio proprio utilizzando l'ammoniaca (NH3) che, grazie all'alta concentrazione di idrogeno, può essere utilizzata come combustibile ed al contempo essere stoccata allo stato liquido, ad una pressione di 8 bar a temperatura ambiente, come avviene per il GPL.

EMISSIONI ZERO – Dalla combustione dell'ammoniaca sprigionano vapore acqueo e ossidi di azoto che sono però facilmente abbattibili con un normale sistema catalitico. Inoltre, essendo l'ammoniaca tossica in alte concentrazioni, uno degli obbiettivi del progetto è stato quello di predisporre un sistema di sensori che permettesse di monitorare e prevenire eventuali fughe o concentrazioni eccessive di ammoniaca allo scarico. Tutto questo ha permesso di produrre un veicolo “Zev” (Zero Emission vehicle) che oltre a far risparmiare denaro (un litro di ammoniaca costa la metà di un litro di benzina), rispetta l'ambiente. Funzierà e sarà affidabile? Vedremo.

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