Motociclista cade per il fango sulla strada: l'ANAS paga

Motociclista cade per il fango sulla strada: l'ANAS paga Se un motociclista cade per colpa del fango sulla carreggiata

Se un motociclista cade per colpa del fango sulla carreggiata, tocca all'Anas pagare i danni. L'ha stabilito la corte di cassazione

25 Ottobre 2011 - 06:10

La Corte di Cassazione s'è pronunciata ancora una volta a favore dei danneggiati e contro la P.A. in un caso di danni conseguenti a un'insidia stradale. Con la sentenza della sezione III, n° 21508 del 18 ottobre 2011, i giudici supremi hanno respinto il ricorso dell'Anas precisando che in caso di incidente causato dallo stato della strada non basta all'Ente Pubblico invocare genericamente l'impossibilità di tenere sotto controllo beni di grande estensione, come appunto le strade, ma è necessaria un'indagine sul caso concreto.

INDIRIZZO CONSOLIDATO – Si tratta della conferma di un indirizzo, ormai consolidato in giurisprudenza, che prevede l'applicabilità della responsabilità da custodia agli Enti Pubblici in base all'art. 2051 del codice civile. Questo orientamento ne supera uno precedente, che riteneva l'art. 2051 c.c. non applicabile alla P.A., perché gli enti gestori di beni di grandi dimensioni non avrebbero un effettivo potere di controllo idoneo a prevenire la formazione di insidie per gli utenti. La Corte ha qui richiamato le svariate sentenze (n° 21328, 21329/10, 1265/10, 24529/09, 9546/09, 3651/06 e 15384/06), che avevano precisato i limiti dell'impostazione che esonerava la P.A. dalla responsabilità da custodia ex-art. 2051 codice civile. Il caso di specie riguardava i danni riportati da un motociclista a causa del fango e dei detriti lasciati da un'alluvione sul manto stradale di un'importante arteria di Catanzaro. Nella sentenza viene espresso il principio secondo cui il giudice di merito che accerta la responsabilità dell'Ente Pubblico deve effettuare un'indagine approfondita, che nel caso in esame ha correttamente evidenziato l'importanza della strada divenuta pericolosa e la notorietà del pericolo. Elementi che avrebbero dovuto spingere il gestore a rimettere la strada in sicurezza il più presto possibile.

CUSTODE DEL BENE IN SVANTAGGIO – La questione dell'applicazione dell'art. 2051 del codice civile alla P. A. è di cruciale importanza per tutti i danni che quotidianamente si verificano sulle strade italiane: la norma prevista da tale articolo mette il custode del bene in una condizione di estremo svantaggio nell'accertamento della responsabilità dei danni causati dal bene in custodia, e di conseguenza obbliga gli Enti Pubblici da un lato a risarcire un'enorme quantità di danni riportati dagli utenti delle strade, dall'altro a mantenere alto il livello del controllo e della qualità delle strade, per evitare le ripercussioni economiche date dai risarcimenti. Tuttavia, non sono mancati, e non mancheranno in futuro, orientamenti contrari da parte di giudici che, viceversa, ritengono che in questo modo si costringano gli Enti e le loro compagnie di assicurazione a uno sforzo improbo.

di Antonio Benevento

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