Modificare la centralina motore auto: a cosa si va incontro?

Rimappare la centralina di un'auto è illegale e spesso sconveniente, ma all'estero non è sempre così

6 novembre 2013 - 14:47

Modificare la mappatura della centralina di un'auto, oppure “rimappare” la centralina (chip tuning), come si dice in gergo tecnico, è una pratica che si è diffusa clamorosamente e in maniera del tutto incontrollata alcuni anni fa. Non è possibile stabilire una data precisa, ma i tempi coincidono con quelli della crescita delle vendite delle vetture diesel, un boom avvenuto tra la fine degli anni 90 e l'inizio degli anni 2000. Il motivo di questa “esplosione” è molto semplice: tutte le auto alimentate a gasolio montano un turbocompressore, che crea una pressione di sovralimentazione, aumentando coppia e potenza. Ma molti utenti, però, non capiscono che con modifiche poco accorte si pregiudica la sicurezza e l'affidabilità del proprio veicolo.

TUTTO FACILE COL TURBO – L'innalzamento della pressione di sovralimentazione fa crescere immediatamente i valodi di coppia e potenza, quindi si ottiene un motore più prestante con poche semplici mosse. Lo stesso discorso vale per i motori turbo a benzina, mentre per ottenere potenza da quelli naturalmente aspirati servono interventi meccanici più profondi. Si può anche modificare la mappatura di questi ultimi, ma gli incrementi di potenza e coppia sono davvero marginali. Tutto facile, quindi? No! Ci sono molti aspetti tecnici, che possono pregiudicare la resa del propulsore, da tenere in considerazione e ci sono anche quelli legislativi, che possono condurre a guai molto seri.

LA MECCANICA – Dicevamo che spremere cavalli da un motore turbocompresso è relativamente semplice. Una volta che si possono modificare parametri come la pressione del turbo, l'afflusso di carburante e la portata dell'aria, basta collegare un computer con la presa di diagnosi dell'auto e, con un po' di conoscenze software, il gioco è fatto. Si tratta del cosiddetto tuning OBD, tuttavia con questo sistema non possono essere esclusi danni al motore, dato che nel tuning OBD è possibile che vengano disattivate le funzioni di protezione del motore e il veicolo oggetto di tuning può non essere in grado di effettuare diagnosi per via del software modificato. Le officine pertanto non saranno più in grado di leggere i codici di errore e quindi le riparazioni non potranno più essere eseguite in modo ottimale. Altra strada è quella di installare un modulo aggiuntivo, che bypassi la gestione motore originale, senza sovrascrivere una nuova mappatura su quella creata dal costruttore. Ad esempio ecco un modulo acquistabile su Racechip. Ma una volta ottenute potenza e coppia, bisogna verificare l'affidabilità complessiva, perché entrano in gioco temperature di esercizio e vibrazioni più alte, ma bisogna anche mettere in conto la minore durata di cambio e frizione, che sono progettati per gestire la coppia standard. Per non parlare di freni, gomme e sospensioni che sono stati progettati per altri scopi e sollecitazioni.

LA LEGISLAZIONE – Agli aspetti meccanici bisogna aggiungere quelli legislativi. Un motore più potente dovrebbe pagare più tasse, consuma e quindi inquina di più (anche se molti specialisti promettono consumi minori insieme alla maggiore potenza, non si tratta di dati omologati e quindi accertati), ma soprattutto non è più conforme all'omologazione originale dell'auto. Così si può andare incontro a guai di ogni tipo, dal sequestro del mezzo fino alla rivalsa assicurativa in caso di sinistro.

ALL'ESTERO – Tuttavia, anche in questo caso particolare, bisogna registrate la totale arretratezza italiana rispetto al resto dell'Europa e in particolar modo della Germania. Da noi omologare una modifica alla centralina della propria auto è praticamente impossibile, mentre gli automobilisti tedeschi possono contare su una legge più aperta e avvalersi, per l'omologazione, di enti indipendenti come il TUV. Non a caso in Germania si trovano i tuner più famosi del mondo, veri e propri atelier che collaborano strettamente con le case automobilistiche e sviluppano kit omologati e garantiti. In Italia qualcosa sta cambiando, ma piano piano. Sino adesso si è riusciti a sdoganare solo il mercato dei freni

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