Mobilità ciclistica: 4 disegni di legge!

Quattro proposte di legge in tema di mobilità ciclistica: gli atti sono allo studio del Senato e della Camera

22 settembre 2014 - 10:00

Misure finalizzate all'incentivazione dell'uso della bicicletta sia per gli spostamenti quotidiani (casa/scuola/lavoro/servizi), sia per le attività turistico-ricreative (cicloturismo); norme per la realizzazione di un sistema organico e adeguato di infrastrutture di rete e di servizi; norme a favore del “cyclelogistics” (mobilità delle merci in bicicletta): tutto questo in ben 4 disegni legge allo studio di Camera e Senato. E ancora: si va dall'implementazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica, all'attribuzione alle amministrazioni locali del compito di prevedere, in prossimità delle stazioni delle metropolitane e dei principali nodi di scambio, spazi da riservare al parcheggio delle biciclette. Più la previsione nei regolamenti edilizi comunali della disciplina dei parcheggi per biciclette nei cortili condominiali e negli spazi comuni degli edifici. Senza dimenticare la possibilità, in mancanza di apposite attrezzature di parcheggio, di parcheggiare le biciclette sui marciapiedi a condizione che non si rechi intralcio al transito di merci, veicoli e pedoni.

ZONE PER RISTORARSI – Al fine di favorire lo sviluppo di economie su piccola scala nei territori attraversati dalle ciclovie, immobili dismessi come case cantoniere, caselli ferroviari e stazioni non più in esercizio, potranno essere recuperati e attrezzati per fornire servizi ai ciclisti quali ospitalità, ristoro, assistenza tecnica, accompagnamento di gruppi, vendita di editoria specializzata (mappe e guide): lo prevede il disegno legge 1441. Per gestire il Piano generale della mobilità ciclistica è prevista l'istituzione presso il ministero delle Infrastrutture e dei Ttrasporti del Dipartimento per la mobilità ciclistica (articolo 4): questo nuovo organismo ha competenza, fra l'altro, per la predisposizione e per la gestione del Piano generale e per la verifica dell'effettivo raggiungimento degli obiettivi annuali di sviluppo stabiliti per la mobilità ciclistica, nonché per la gestione della rete nazionale di percorribilità ciclistica e per gli aspetti di rilevanza sovraregionale. Allo stato in Italia non esiste una struttura nazionale che si occupi compiutamente di mobilità e infrastrutture ciclabili. Negli anni se ne sono occupati occasionalmente diversi Ministeri, frammentando gli interventi peraltro episodici e non rappresentando un unico riferimento nazionale, determinante invece sia nelle scelte di pianificazione delle infrastrutture per la mobilità che di programmazione degli interventi da finanziare e realizzare.

PER LA SICUREZZA – Il disegno legge 2305 spinge invece per un apposito sistema informativo sull'infortunistica stradale sulla rete nazionale di percorribilità ciclistica, allo scopo di individuare gli interventi necessari ad accrescere la sicurezza del trasporto in bicicletta, ma anche la predisposizione, con il supporto delle regioni, della formazione e dell'aggiornamento del Sistema informativo territoriale dedicato alla rete nazionale, classificando le ciclovie per tipologia e qualità. Poiché le funzioni attribuite al Dipartimento sono in parte già esercitate dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, è previsto che all'organizzazione del Dipartimento stesso si provveda mediante la riorganizzazione interna degli uffici ministeriali già esistenti, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Il Dipartimento sarà supportato da una commissione tecnica da istituire entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge ai fini della realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica.

NEI CORTILI DELLE CASE – Il disegno legge 2566 stabilisce che negli edifici adibiti a pubbliche funzioni con cortili o spazi comuni l'amministrazione riservi, nell'ambito delle ordinarie attività di gestione dei medesimi edifici, un'apposita area destinata al parcheggio delle biciclette. È compito delle amministrazioni locali assicurare che, negli edifici di nuova realizzazione adibiti a pubbliche funzioni, sia riservata al parcheggio delle biciclette una quota non inferiore al 20 per cento della superficie dei posti auto di pertinenza dell'immobile, ove previsti. Agli edifici di cui al periodo precedente nei quali non è prevista la realizzazione di aree di parcheggio. È poi compito delle amministrazioni locali assicurare che in ogni stazione metropolitana e ferroviaria di nuova realizzazione sia riservata al parcheggio delle biciclette una quota non inferiore al 20 per cento della superficie dei posti auto di pertinenza, ove previsti. Nelle stazioni di cui al periodo precedente che non prevedono la realizzazione di apposite aree di parcheggio è compito delle amministrazioni locali assicurare che siano comunque previste apposite aree da destinare al parcheggio delle biciclette. Le amministrazioni locali individueranno, in prossimità delle stazioni metropolitane e ferroviarie e dei principali nodi di scambio già esistenti, spazi da riservare al parcheggio delle biciclette. Ora vedremo che cosa ne pensa il Parlamento: di “controsenso ciclabile“, invece, non si dovrebbe più parlare, perché un emendamento ha bocciato il “senso unico eccetto bici“.

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