Minicar: a Roma il protocollo anti-modifiche

Nella capitale 90 officine aderenti alla Confartigianato si sono impegnate a non apportare alle minicare modifiche per incrementarne le prestazioni. È un passo avanti, ma non basta

18 aprile 2011 - 7:30

Si è tenuto a Roma un incontro che può essere considerato un passo concreto per rendere le minicar meno pericolose di quanto non siano oggi. Venerdì 15 aprile, infatti, è stato firmato nella capitale un significativo protocollo d'intesa tra il comune rappresentato dal sindaco Gianni Alemanno, il presidente di Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori) Stefano Casalini e il presidente di Confartigianato Imprese Roma, Mauro Mannocchi.

SOLO MANUTENZIONE – Le 90 officine romane che hanno sottoscritto l'accordo, aderenti a Confarigianato, hanno preso l'impegno etico di non modificare le minicar allo scopo di aumentarne le prestazioni, come spesso richiedono i proprietari. Per farsi riconoscere, le officine potranno esporre una vetrofania che reca una coccarda azzurra con la scritta “minicar sicure'”, ma l'elenco di quelle aderenti all'iniziativa è reperibile anche sul sito internet del comune di Roma e su quello di Confartigianato. In pratica, da oggi le officine effettueranno i soli interventi di riparazione e manutenzione di questi veicoli, ma non procederanno ad alcuna modifica destinata ad alterarne la meccanica, una pratica purtroppo ancora diffusa che aumenta l'insicurezza intrinseca delle minivetture.

MOLTO SICURE? – Durante l'incontro che ha sancito l'accordo, il sindaco Alemanno (che ha ammesso di aver concesso l'uso di una minicar a suo figllio) ha dichiarato che i genitori, per i propri figli, a volte scelgono una minivettura perché pensano che sia più sicura del classico motorino. «E infatti – ha aggiunto Alemanno – le minicar, se stanno nelle regole, sono autovetture molto sicure, sono abbastanza lente e dotate di meccanismi di sicurezza adeguati, ma non devono essere manipolate».

C'È ANCORA MOLTO DA FARE – Sicur.AUTO non ritiene di poter condividere in pieno le dichiarazioni del sindaco. L'anno scorso una commissione d'inchiesta che s'è attivata dopo alcuni gravi incidenti stradali che hanno coinvolto le minivetture ha accertato l'insicurezza intrinseca di questi veicoli e per migliorarla molto rimane ancora da fare. Un esempio tra tutti è costituito dal fatto che oggi quasi nessuna minicar monta ancora gli airbag e che alcuni costruttori sono da tempo al lavoro per arrivare a dotare tutti i loro modelli del cuscino salvavita, un traguardo che sotto l'aspetto della sicurezza costituirebbe in effetti un grande salto di qualità (guarda questo crash test). Quindi, giudichiamo l'accordo di Roma soltanto una delle cose da fare per risolvere il problema. Un'altra è stata appena realizzata con la recentissima introduzione della prova pratica per il conseguimento del certificato di abilitazione alla guida dei ciclomotori.

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