Mini-riforma del Codice della strada? Addio

L'esperienza del Governo è al termine: la tanto sbandierata mini-riforma del Codice della strada non si farà

26 dicembre 2012 - 6:00

Altro che profonda revisione del Codice della strada, come inizialmente proposto da qualche parlamentare; altro che mini-riforma del Codice: tutte le intenzioni (ma saranno state tali o erano solo paroloni per ottenere pubblicità gratuita sui mass media?) resteranno lettera morta. L'esperienza del Governo è infatti al termine, e non c'è tempo per apportare modifiche.

E LA SICUREZZA STRADALE? – Alla fine, qualsiasi correzione al Codice della strada (un cantiere eternamente aperto) aveva un unico obiettivo: migliorare la sicurezza stradale. Ricordiamo, a questo proposito, che nel 2011 l'Italia ancora non ha raggiunto il target, fissato dall'Unione europea nel 2000, di dimezzare le vittime della strada nel 2010. Ma evidentemente nell'agenda dei nostri politici c'erano altri e più pressanti problemi (non certo quello di un taglio consisente e decisivo dei costi della politica…). E così, come ricorda Maurizio Caprino sul blog Strade sicure, è stato comunicato il parere favorevole del Governo a concedere alla commissione Trasporti della Camera i poteri deliberanti sulla miniriforma del Codice della strada: “Peccato che – fa notare il giornalista – lo stesso Governo abbia annunciato da una settimana che sta per dimettersi e che ormai c'è tempo solo per far passare la legge di stabilità (che è un adempimento obbligato). Insomma, comunicare ora la concessione della sede deliberante equivale a conferire un premio alla memoria”.

NORME RIMANDATE – Viene quindi rimandata chissà a quando la riduzione del 20% dell'importo della multa se il pagamento avviene entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notifica: una norma senz'altro positiva per l'automobilista, che avrebbe potuto risparmiare, dopo i numerosi rincari delle multe (il prossimo, a inizio 2013) e le batoste a livello di accise, bollo, Iva. E, sempre nella mini-riforma, ecco l'Omicidio colposo in caso di grave incidente stradale: avrebbe dovuto essere allungato il ritiro della patente, riacquisitabile solo a seguito di un nuovo esame, decorsi 5 anni dalla data di accertamento del reato (con sentenza di condanna passata in giudicato), elevati a 15 anni in caso di reato commesso con oltre 1,5 grammi di alcol per litro si sangue (pesante ebbrezza, visto che il limite è di mezzo grammo) o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti opsicotrope. E i 15 anni anche in caso di omicidio colposo commesso dai pirati della strada, automobilisti in fuga dopo un incidente omettendo il soccorso? Zero: tutto come prima.? Il ritiro della patente, oggi, scatta solo in caso ebbrezza o di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.

AUTOVELOX – Discorso a parte e ancora più delicato e complesso per i proventi da autovelox. Era e sarà caos nel 2013. La Legge 120/2010, articolo 25, che riforma il Codice della strada, è chiara: prevede la devoluzione di metà dei proventi delle multe per eccesso di velocità agli Enti proprietari delle strade. Ma, perché venga applicata, occorre un Decreto ministeriale attuativo, che ancora non si vede all'orizzonte, specie ora che siamo alle battute finali dell'Esecutivo dei tecnici. Adesso, il Comitato di presidenza della filiera della sicurezza stradale FINCO, riunitosi a Roma presso la sede dell'ACI, evidenzia che manca ancora il Decreto attuativo della legge 120/2010, senza il quale dal 1° gennaio 2013 si paventa il caos gestionale nei Comuni e nelle Province. Complimenti.

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