Milano: strisce blu senza cartelli di preavviso

Il Comune, in una zona centralissima, ha dimenticato di installare la segnaletica

20 febbraio 2013 - 7:00

Prosegue l'invasione delle strisce blu nella periferia di Milano; intanto, però, nella centralissima piazza Repubblica, il Comune trascura la segnaletica, generando confusione, ed esponendo gli automobilisti al rischio multa.

QUANTO E QUANDO PAGARE? – Come denuncia Maurizio Caprino sul blog Strade sicure, Palazzo Marino ha addirittura dimenticato i cartelli corretti; così l'automobilista che parcheggia non sa quanto e quando deve pagare, perché manca il cartello che lo spieghi. E anche ipotizzando che il cartello sia stato portato rubato, il Comune è tenuto a rimpiazzarlo, verificando che la segnaletica sia corretta. Di riflesso, la segnaletica orizzontale (le strisce blu), contrastando con quella verticale, non va rispettata. Il guaio, per l'automobilista che subisce una multa illegittima, è che avrà grosse difficoltà a difendersi e a far valere i propri diritti: serve un ricorso al Giudice di pace, che cosa quasi come la stessa multa per divieto di sosta (una quarantina di euro); l'alternativa, il ricorso al Prefetto, è rischiosa, perché in caso di sconfitta (se non si riesce a dimostrare l'illegittimità della sanzione, la multa raddoppia a un'ottantina di euro.

UN'INVASIONE “FUORILEGGE” – Al di là dell'errore grossolano commesso dal Comune in piazza Repubblica, la Giunta Piasapia – evidenzia Caprino – ha anche disegnato strisce blu lì dove non poteva: “Pare incredibile che l'ufficio tecnico di un Comune così grande abbia fatto errori e forzature così grossolani”: hanno autorizzato la sosta (a pagamento) anche in posti dove prima era vietato parcheggiare. Come dire che, di fronte alla possibilità di fare cassa, la sicurezza stradale viene dimenticata. È questa la Milano moderna, la metropoli che si appresta all'Expo 2015? D'altronde, è anche vero che il Codice della strada non è così chiaro in materia di strisce blu, consentendo ai Comuni di interpretare a loro favore le norme. Dice infatti l'articolo 7 comma 8 del Codice della strada: “Qualora il Comune assuma l'esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l'installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta, su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta”. Gli Enti locali possono creare strisce blu se quella zona dove ci sono le soste a pagamento è di rilevanza urbanistica, grosso modo traducibile con agglomerati urbani di valore storico. E chi determina la rilevanza urbanistica? Lo stesso Comune, spesso con uno studio commissionato esternamente. Nascono come funghi le strisce blu anche in periferia, senza soste libere nelle immediate vicinanze: si tratta, secondo le amministrazioni locali, di zone di rilevanza urbanistica. Come accade a Milano.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto usate: gli italiani preferiscono ancora le diesel

Pneumatici nuovi: emettono idrocarburi per 3.000 km

Incidenti stradali in Europa: 6 mila bambini, le vittime in 10 anni