Milano, presa la banda dei tombini

A Milano, i Vigili hanno catturato i ladri di tombini

8 aprile 2013 - 7:00

Un bel danno per la sicurezza stradale di Milano: rubavano i tombini per poi rivendere la ghisa, lasciando un cratere pericolosissimo, per le auto, ma ancor di più per chi va in moto e in bici. Ma adesso la banda dei tombini è stata catturata dai Vigili.

NUMEROSI COLPI – Due italiani, il 60enne M.A. e il 47enne B.R., sorpresi “con le mani nella marmellata”, mentre rubavano tombini in via Canelli, alla periferia del capoluogo lombardo. Sono accusati di aver rubato 237 tombini a Milano e nella notte sono stati arrestati in flagranza di reato dagli agenti della Polizia locale di Milano: non hanno poputoo giustificarsi in nessun modo. Come minimo, il danno quantificato per il Comune di Milano è di 30.000 euro. Infatti, dopo alcune segnalazioni e denunce a carico di ignoti che risalivano a settembre per la sparizione dei tombini, soprattutto nelle strade della periferia est di Milano, è scattata l'attività investigativa della Polizia locale, coordinata dal comandante Tullio Mastrangelo in collaborazione con la polizia locale di Peschiera Borromeo. Sono stati così ricostruiti i movimenti dei due uomini che a bordo di un furgone si aggiravano nelle periferie della città durante la notte. Utilizzando un piede di porco asportavano i chiusini in ghisa e li caricavano sull'autocarro per poi piazzarli sul mercato, dove sarebbero stati fusi per ricavarne lega di metallo. Ogni tombino fruttava circa 30 euro.

SEGNO DEI TEMPI – I ladri di tombini sono un terribile segno dei tempi, con la crisi che morde e spinge a fare furtarelli che in passato nemmeno venivano concepiti. Gli agenti hanno sorpreso i due in via Canelli, nelle vicinanze del parcheggio del cimitero di Lambrate, mentre avevano appena preso cinque chiusini. Sono quindi scattati l'arresto e il processo per direttissima. “Il furto dei tombini in ghisa produce un danno economico all'amministrazione, ma soprattutto rappresenta un pericolo per la viabilità e il passaggio dei cittadini – spiega Marco Granelli, assessore comunale alla Sicurezza – Per questo l'esito dell'indagine condotta dalla Polizia locale rappresenta un successo”. A Milano ci sono 145.000 tombini: una volta asportati i chiusini, vanno sostituiti anche i telai su cui poggiano, poiché nel tempo hanno subìto deformazioni e diventano pericolosi.

NON SOLO MILANO – È un fenomeno nazionale. A Belpasso (Catania), dove gli amministratori si sono visti costretti a mettere blocchi ai tombini, per evitare che i ladrino portino via il chiusino. Un problema diffuso un po' in tutta Italia: nel nostro Paese, sono sempre più frequenti i furti a tombini e chiusini. Come denuncia Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei diritti”, i metalli poi vengono rivenduti. Sono furti che non arricchiscono, ma che consentono di arrotondare per arrivare a fine mese: si ruba per fame, e questa è una spia importante della crisi che attanaglia la nostra nazione. La recessione economica è infatti la causa principale dell'impennata dei furti di materie prime, sempre più costose e ricercate, su cui spiccano quella dei cavi per ottenere il nuovo oro rosso, il rame, e quella di tombini e tubi idraulici per ricavarne la preziosa ghisa. I “buchi” in strada dovuti ai furti dei tombini comportano due conseguenze gravi. Anzitutto, reti telefoniche ed elettriche che non funzionano, con intere comunità isolate dalle comunicazioni anche per giorni; e, peggio ancora, seri rischi per gli utenti della strada, la cui incolumità è messa in serio pericolo per l'improvvisa assenza dei preziosi coperchi sul manto stradale. Difficile capire a chi chiedere il risarcimento dei danni in questi casi, giacché i Comuni possono sempre difendersi sventolando il caso fortuito: non potevano in nessun modo prevedere il furto e porvi rimedio. E non si tratta di pochi casi isolati, i nuovi ladri sono costretti a fare incetta di tombini e chiusini, dato il modesto controvalore di ogni singolo pezzo rubato.

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