Milano nelle multe è imbattibile

Nel 2013, il Comune di Milano ha incassato 132.307.730 euro in multe. Si viaggia alla media stellare di 170,5 euro per patentato

24 luglio 2014 - 9:00

È difficile che, in vista dell'Expo 2015, Milano possa sbandierare questo primato, che francamente lascia sconcertati: solo nel 2013, il Comune ha incassato 132.307.730 euro in multe. Parliamo quindi di una media astronomica: 170,5 euro per patentato. Lo dice il rapporto del Sole 24 Ore: Milano capitale delle multe, e anche unico caso, fra le grandi città, in cui non si avverte la moria delle riscossioni che nei primi mesi del 2014 è stata registrata in quasi tutta Italia. Eppure c'è stato lo stop quasi semestrale alla riscossione (terminato il 16 giugno) imposto dalla sanatoria delle vecchie cartelle. Che nel capoluogo lombardo la vita dell'automobilista non sia semplice, fa notare il Sole, è cosa nota a tutti i suoi frequentatori, tra divieti di sosta a strascico, zone a traffico limitato e i nuovi autovelox sulle principali strade d'ingresso alla città.

UNA RISPOSTA CHE NON CONVINCE – La denuncia del quotidiano ha colpito nel segno, e infatti Marco Granelli, assessore alla Sicurezza e Coesione sociale, Polizia locale, risponde: “Sono i cittadini i primi a chiedere un sempre maggiore controllo per la sicurezza sulle strade. Le multe sono un efficace strumento di prevenzione, come dimostra anche il calo del 25% degli incidenti a Milano negli ultimi due anni. Controllo della velocità e diminuzione del traffico sono fondamentali, per questo il 60% delle contravvenzioni provengono da telecamere”. E già questa prima parte delle dichiarazioni di Granelli (che rappresenta il Comune) non sono molto chiare. È infatti ovvio che i cittadini chiedano sicurezza sulle strade. Ma c'è modo e modo per garantirla: esistono i controlli in carne e ossa da parte dei vigili, per appioppare ammende a chi guida in modo pericoloso, effettua sorpassa azzardati, non viaggia in modo corretto. Invece, a Milano è tutto un fiorire di telecamere e autovelox. Addirittura, le ultime macchinette sono state piazzate lì dove in precedenza il limite di velocità era più alto: risultato, una strage di multe. “Il totale dell'incassato a Milano da multe – continua Granelli – comprende anche il più massiccio recupero di multe arretrate molto vecchie e mai pagate dai cittadini: è un investimento di questa amministrazione in efficienza ma, soprattutto, in giustizia verso i cittadini da sempre puntuali nei pagamenti. È importante sottolineare anche che il 60% delle multe date a Milano riguarda i city users, per cui il calcolo pro patentato residente in città deve essere almeno dimezzato. D'altra parte anche a Milano registriamo una diminuzione degli incassi del 7% tra il 2014 e il 2013”. E qui l'assessore facciamo fatica a seguirlo: al di là della definizione (city users, voleva dire pendolari), e della media, siamo di fronte a 132 milioni di euro in un anno. Per poi ritrovarsi con strade piene di buche e crateri, binari del tram che sporgono, tombini minacciosi, masselli fuori posto. Con le strisce blu che invadono città e periferia, in modo incessante. Senza considerare che, a fronte di un'Area C da 5 euro, il prezzo del biglietto del tram e degli abbonamenti schizza alle stelle, senza che il servizio sia soddisfacente. Alla fine, questi 132 milioni di euro come sono stati investiti in sicurezza stradale? Infine, non si capisce perché prima fa il riferimento ai cittadini (i milanesi?) che vogliono le strade sicure, e poi si riferisce ai city users: tutti vogliono che si circoli su asfalto in buono stato, non solo chi abita in città. Non ultimo: s'era detto che con la recessione e con l'Area C il traffico a Milano è calato. E allora, com'è possibile che vengano affibbiate multe per 132 milioni di euro?

LE ALTRE NON SCHERZANO – In seconda posizione Firenze, con 34 milioni di euro, pari ad una media di 145,40 euro per patentato, nel 2013. Terza Bologna, a 35 milioni di euro, per una media di 143,70 euro per patentato. Treviso, Rovigo e Venezia (Mestre) hanno una media di incasso per patentato molto elevata (da 99 a 125 euro per patentato). Roma è al 14° posto, con una media di 88,5 euro per patentato, ma con un incasso record di 154.246.564 euro. Comunque, fra 2008 e 2011, gli incassi annuali dei Comuni ammontavano a 1,5 miliardi di euro. Nel 2013 i verbali hanno portato ai Comuni poco meno di 1,4 miliardi. Occhio però: c'è la possibilità di pagare solo il 70% se si salda il debito entro cinque giorni dalla notifica. Chissà: magari i conti sono da rifare, tenendo in considerazione lo sconto del 30%. Forse vanno aggiunte alcune centinaia di milioni di euro alle ammende complessive…

1 commento

Paoblog
11:24, 24 luglio 2014

L'altro giorno a pranzo, durante il TG passa la notizia e, così come nell'articolo che ho letto su Il Giorno, va da sè che tutto è incentrato sul fatto che:
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“il capoluogo lombardo sia il più tartassato dagli integerrimi vigili urbani, con un incasso medio nel 2013 per ogni singolo patentato su strada pari a 170 euro e 50 centesimi?”
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Sugli integerrimi vigili urbani avrei da dire, visto che più volte mi sono lamentato della manica larga (se non cecità allo stato puro) dei vigili.
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Vero è che il Comune ha fatto di tutto per complicare la vita agli automobilisti, penso agli inutili allargamenti dei marciapiedi con conseguente riduzione degli spazi di sosta e del restringimento delle carreggiate, così come al proliferare delle strisce blu tracciate anche in barba alle norme del Codice della Strada, tuttavia resta il fatto che io di multe non ne prendo.
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Eppure nel tragitto casa-ufficio è compreso l'attraversamento della città due volte al giorno, con passaggi quotidiani davanti a T-red ed autovelox.
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Forse, più semplicemente, non passo con il rosso, e non mi fermo in divieto di sosta. Rispetto le regole, anche quelle con le quali sono in disaccordo, convinto che la lotta contro le norme secondo me sbagliate non la si fa violando il Codice, ma portando avanti delle battaglie civili, con determinazione, che le amministrazioni sono circondate da un Muro di Gomma?
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Queste osservazioni, fatte a tavola, hanno scatenato la solita discussione con mio padre, che ha cominciato con i luoghi comuni: T-red , strisce blu, mancano i parcheggi?
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Resto dell'idea che Milano abbia grossi problemi di viabilità e che le varie ultime amministrazioni, inclusa la giunta atttuale, non abbiano gestito le cose per il meglio, ma resta il fatto che se non sei un incivile menefreghista e se fai qualche passo in più, puoi parcheggiare senza beccarti una multa.
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Motivi per lamentarci ne abbiamo, ma è anche vero che c'è gente che viene multata per le gomme lisce e si lamenta pure? dimostrando di non avere la cognizione di cui si parla qua sotto?.
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Alla fine dei giochi, però, torna sempre in auge la riflessione di Michele Serra che cito spesso: “Manca del tutto la cognizione, cioè, che se un veicolo viene multato per divieto di sosta, in genere questo accade perchè il veicolo è in divieto di sosta. Esiste, cioè, un rapporto di causa ed effetto tra un'infrazione ed una punizione.”
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Scavando ulteriomente negli articoli dei quotidiani, si legge poi che:
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1 – il 60% dei verbali staccati a Milano sono a carico dei pendolari, ragion per cui il calcolo pro patentato residente in città deve essere ridimensionato.
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2 – la somma incassata nel 2013 (132,3 milioni) comprende anche le multe andate «a ruolo», cioè quelle contravvenzioni che pur scadute non venivano inoltrate a Equitalia.
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3 – nel 60 per cento dei casi a «pizzicare» gli automobilisti sono state le telecamere ovvero si parla di infrazioni ben precise: limiti di velocità, zone a traffico limitato e Area C.
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Si può dibattere a lungo sull'Area C e su certi limiti di velocità (non quelli urbani), ma resta il fatto che sono multe facilmente evitabili, con qualche scusante per i non residenti che si trovano alle prese con l'Area C ed una segnaletica che, secondo me, è da rivedere.
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Ci sarebbe da dire, piuttosto, sulla politica dei due pesi, due misure ove agli automobilisti non si perdona nulla, mentre i motociclisti spesso si fanno le regole e nessuno interviene.
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Non ce l'ho con gli utenti delle due ruote, tuttavia vien da chiedersi perchè se in auto entri in una ZTL la multa la prendi e se lo fai in moto, no; non voglio accanirmi con nessuna categoria, ma vorrei un uguale trattamento da parte dell'amministrazione.
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Ed il discorso vale anche per il divieto di sosta.
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E' da tempo che combatto le auto in sosta vietata in Via Meli, che sostano sul tratto di marciapiede virtuale e che pone in situazione di rischio i pedoni, alle prese con una via stretta, con automobilisti che, impegnati con il tuttofonino piuttosto che con il volante, procedono pericolosamente e gli fanno il pelo.
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Però non c'è equità nel fingere di non vedere il problema e lasciar parcheggiare tutti, salvo fare un giro di multe ogni tanto. Non si può alternare il lassismo con il rigore.
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A supporto di quanto detto trovi una serie di link nel post: http://paoblog.net/2014/07/22/4ruote-viabilita-4/

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